Movimento 5 Stelle, nonostante gli errori aumentano i consensi. Perchè?

26 marzo 2017

La gran parte dei sondaggi elettorali attribuiscono al Movimento 5 Stelle, negli ultimi periodi, una crescita dei consensi, fino a considerarlo il primo partito in Italia, soprattutto dopo la scissione avvenuta nel Pd. E questa crescita dei consensi si sarebbe verificata nonostante gli errori, i problemi, che hanno caratterizzato, recentemente, l’azione di molti esponenti del Movimento 5 Stelle. Come mai non si è manifestata invece una riduzione dei consensi?

E’ bene ricordare, innanzitutto, che non sempre i sondaggi, in passato, in Italia, si sono dimostrati corrispondenti ai risultati delle diverse elezioni o referendum.

Ma, questa volta, credo che tale tendenza all’aumento dei consensi rivolti al Movimento 5 Stelle, nonostante tutto, sia realistica.

E quali sono i motivi alla base di quella tendenza?

In primo luogo, il comportamento degli altri partiti, soprattutto del Pd, che, oggettivamente, va considerato il principale avversario del Movimento.

Gli altri partiti, in primo luogo appunto il Pd, non hanno dimostrato di volersi rinnovare davvero, di voler rinnovare realmente la politica italiana, di perseguire anche l’interesse generale, di affrontare efficacemente i principali problemi dell’Italia.

E poiché da tempo, fra gli italiani, è sempre più diffusa una notevole sfiducia nella politica che, oltre a provocare un aumento dell’astensionismo, ha determinato i successi elettorali del Movimento 5 stelle, ritenuto l’unico partito in grado di rinnovare la politica italiana, nonostante i problemi di questo Movimento, considerando appunto che gli altri partiti hanno continuato a comportarsi come in passato, il Movimento 5 Stelle è rimasto, per molti elettori, l’unica alternativa, quanto meno per quelli più sfiduciati nei confronti della politica e più colpiti dalla crisi economica e sociale che si manifesta ancora nel nostro Paese.

Un motivo, però di secondaria importanza, è rappresentato, a mio avviso, dal fatto, che la maggior parte degli elettori compiono le loro scelte in base ai comportamenti, alle scelte, e alle promesse, dei diversi partiti, più evidenti, più comprensibili, e considerano più importanti i problemi che li colpiscono direttamente (ad esempio la mancanza di sicurezza, la disoccupazione).

Questa situazione, peraltro, si è sempre verificata, anche in passato.

Inoltre solo una minoranza degli elettori sono informati, in modo approfondito, di quanto avviene nel sistema politico e in quello economico.

D’altra parte non sempre i partiti riescono a comprendere fino in fondo gli orientamenti degli elettori, i problemi da loro ritenuti di maggiore rilievo. Lo stesso avviene per i mass media, soprattutto per i giornali tradizionali.

E quindi sono stati trascurati da molti elettori alcuni errori del Movimento 5 Stelle come, ad esempio, l’iniziale decisione dei loro parlamentari europei di aderire al gruppo dei liberali.

Poi, i partiti tradizionali hanno dimostrato, spesso, di non essere più in sintonia con le esigenze, i problemi, di una parte consistente degli elettori, di non riuscire più nemmeno a comprendere tali esigenze e tali problemi.

Peraltro questa situazione si è manifestata anche in altri Paesi. L’esempio più singificativo è stata la vittoria di Trump nelle elezioni presidenziali americane. Trump è stato ampiamente sottovalutato dal Partito Democratico e dai più “influenti” mass media.

Quindi se gli altri partiti, di nuovo soprattutto il Pd, vorranno contrastare efficacemente la crescita dei consensi del Movimento 5 Stelle, dovranno davvero rinnovarsi, dovranno riuscire a comprendere molto meglio le esigenze, i problemi, della maggioranza degli elettori.

Lo vorranno fare? Saranno in grado di farlo?

A me sembra difficile che ciò avvenga, nel breve periodo.

E, considerando le probabili caratteristiche della legge elettorale e la volontà del Movimento 5 Stelle di non allearsi con nessun altro partito, è possibile che, in seguito alle elezioni politiche, che è ormai quasi certo che si terranno nel 2018, non si riesca a dare vita ad un governo, con tutte le notevoli conseguenze negative che ciò comporterebbe, soprattutto a livello economico.

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Per “sconfiggere” i grillini non è sufficiente quanto avvenuto a Roma

12 settembre 2016

grillo

Se i gruppi dirigenti dei partiti del centrosinistra o del centrodestra dovessero pensare che sia sufficiente quanto avvenuto a Roma, e cioè le evidenti difficoltà di Virginia Raggi e della sua giunta, ed anche quelle manifestate, relativamente alle vicende romane, da alcuni esponenti, di livello nazionale, del movimento 5 stelle, affinchè i consensi rivolti a tale movimento, nel prossimo futuro, si riducano considerevolmente, si sbaglierebbero e non di poco.

A meno che le vicende romane non inducano ad un’implosione dell’intero gruppo dirigente nazionale del movimento, evento che non ritengo probabile, anche se si verificasse una formale sfiducia  sancita da Grillo nei confronti della Raggi o addirittura se l’attuale sindaca dovesse dimettersi, non credo che i consensi nei confronti dei grillini, nel breve periodo, possano ridursi in misura molto rilevante.

Una limitata riduzione dei consensi nei loro confronti è probabile, ma non credo che assumerebbe dimensioni consistenti, tali da determinare una vera e propria crisi di notevole portata del movimento, riduzione limitata che potrebbe anche attutirsi con il passare del tempo.

Infatti, gran parte dei consensi ottenuti dal movimento 5 stelle, sia nelle elezioni politiche che nelle elezioni regionali e comunali, dipendono dagli errori, dall’incapacità di rinnovamento, degli altri partiti, sia di centrosinistra che di centrodestra.

Inoltre ad accrescere i loro consensi ha svolto un ruolo importante sia la persistenza in Italia di difficoltà economiche di notevole rilievo sia l’incapacità dell’Unione europea di affrontare efficacemente i maggiori problemi del nostro continente, da quelli economici, di nuovo,  a quelli determinati dai flussi migratori che si indirizzano verso l’Europa.

E non mi sembra che, nel breve periodo, la situazione economica ed occupazionale del nostro Paese possa migliorare sensibilmente e che l’Unione europea modifichi radicalmente la propria azione.

Inoltre, gli altri partiti, sia di centrosinistra che di centrodestra, non si stanno affatto rinnovando.

A parte il fatto che fenomeni di corruzione che coinvolgono esponenti di quei partiti non cessano di manifestarsi, i partiti in questione continuano imperterriti a non rinnovarsi.

Si occupano, quasi esclusivamente, di mantenere il proprio potere, anche se ridotto rispetto al passato, e gran parte dei loro esponenti, anche di primo piano, tendono a privilegiare i propri interessi personali.

In una situazione simile, è più che probabile che il movimento 5 stelle o mantenga i propri consensi o li riduca solo in misura limitata.

Gli altri partiti quindi, se vorranno davvero “sconfiggere” i grillini, tramite un miglioramento dei loro risultati nei futuri appuntamenti elettorali, non devono restare fermi ad aspettare che si ripeta in altre città quanto avvenuto a Roma, a causa del dilettantismo, dell’incapacità di governare, degli esponenti del movimento 5 stelle.

Sarebbe un errore madornale, nel quale però è possibile che gli altri partiti cadano.


Lo stop alle unioni civili è una vergogna

18 febbraio 2016

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E’ proprio una vergogna l’aver interrotto l’iter di approvazione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, per l’improvvisa opposizione dei grillini al cosiddetto emendamento “canguro” che avrebbe impedito di esaminare il numero esorbitante di emendamenti presentati soprattutto dalla Lega. Quanto avvenuto rappresenta infatti il disinteresse di parti consistenti del sistema politico italiano di fronte ad importanti esigenze che emergono, da tempo, nella società italiana.

Sono ormai 20 anni che si attende una regolamentazione delle convivenze che peraltro non interessano solamente, come molti pensano, gli omosessuali ma anche le coppie etero.

Diverse istituzioni internazionali hanno espresso un giudizio fortemente negativo sul fatto che in Italia non siano ancora riconosciuti sacrosanti diritti di cui dovrebbero godere le coppie che convivono.

E molti partiti cosa fanno?

Semplicemente per mettere in difficoltà Renzi assumono comportamenti ondivaghi, quali quelli che hanno contraddistinto soprattutto, in questo caso, il movimento 5 stelle, che è passato da una condivisione piena dei contenuti del disegno di legge Cirinnà, a una parziale condivisione, o più precisamente all’attribuzione della libertà di coscienza ai propri senatori, prima su tutti gli articoli del disegno di legge, poi su quello che consente la “stepchild adoption”, cioè l’adozione da parte di uno dei due componenti delle future unioni dei figli dell’altro componente.

Obiettivi che non hanno nulla a che fare con i contenuti del disegno di legge Cirinna sono perseguiti anche dai parlamentari alfaniani e da una parte degli stessi senatori e deputati del Pd, quelli definiti “cattodem”.

Costoro sono interessati a non alienarsi le simpatie dei vertici dei vescovi italiani e di quella parte, la più conservatrice, dei cattolici che si riconoscono nelle loro posizioni.

E a questo punto non posso che rilevare un’altra vergogna che la vicenda ha evidenziato: il tentativo di una componente della Chiesa italiana di influenzare decisioni che spettano al Parlamento, una vera e propria ingerenza politica, inaccettabile, se si considera che lo Stato italiano è, o almeno dovrebbe essere,  uno Stato laico.

Peraltro una vergogna ancora più grande è rappresentata dal fatto che molti parlamentari si siano fatti influenzare da queste pressioni del cattolicesimo nostrano.

Alcuni osservatori hanno accusato Renzi di non avere mediato politicamente tra le varie posizioni manifestatesi in Parlamento e di essere stato troppo intransigente nel voler far approvare il disegno di legge Cirinnà senza modifiche sostanziali.

Ma in questo caso Renzi ha avuto ragione: la politica è sì,anche, mediazione, ma certi principi vanno rispettati e non accantonati.

Si può sostenere legittimamente che Renzi, su altre vicende, si sia dimostrato tutt’altro che intransigente e disponibile al compromesso di basso livello.

Ma sul disegno di legge Cirinnà si è comportato, fino ad ora, diversamente e di questo gli va dato atto.

Quindi se alla ripresa dell’esame da parte del Senato del disegno di legge in questione, tra una settimana, molti parlamentari continueranno in un atteggiamento che non può che essere definito ostruzionistico, tendente di fatto a non far approvare quel disegno di legge, si sarà persa un’altra occasione per rendere il sistema politico maggiormente in sintonia nei confronti di componenti importanti della società italiana.