L’Italia per ottenere l’aiuto dell’Europa sui migranti deve mostrare i muscoli

Il numero dei migranti che vengono accolti in Italia sta crescendo a ritmi più intensi rispetto al passato. E ha fatto bene il governo a chiedere, ancora una volta, l’aiuto dell’Unione europea, in un modo più deciso però, ipotizzando che l’Italia non consenta più alle imbarcazioni non italiane, che trasportano migranti, di raggiungere i nostri porti. Infatti diventerebbe sempre più difficile per l’Italia accogliere, nel modo dovuto, un numero sempre maggiore di migranti.

Fino ad ora, come nel passato, da parte delle autorità dell’Unione europea e dei governi dei principali Paesi che vi aderiscono, ci sono state solo delle dichiarazioni in base alle quali si è affermato che l’Italia, e anche la Grecia, non saranno lasciate sole ma che verranno adeguatamente aiutate.

Per la verità, in modo del tutto inaspettato, il presidente francese Macron, fervente europeista e deciso oppositore delle posizioni di Marine Le Pen, ha tenuto a precisare che l’aiuto non dovrà però riguardare i cosiddetti migranti per motivi economici, come se all’inizio, quando vengono salvati e trasportati dai barconi alle navi italiane e non, fosse possibile distinguere i possibili rifugiati dai migranti economici.

Comunque, a parte la dichiarazione di Macron, è necessario che dalle affermazioni di principio si passi quanto prima agli aiuti concreti.

E, se si considera quanto avvenuto in passato, mi sembra più che probabile che tali aiuti concreti o non siano realizzati o lo siano in misura del tutto inadeguata.

Alcuni Paesi, soprattutto quelli dell’Est, sono apertamente ostili ad accogliere una parte dei migranti che arrivano in Italia, altri sono disponibili a farlo solo in modo non sufficiente.

E allora cosa deve fare l’Italia?

Se necessario, dovrà battere i “pugni sul tavolo”, dovrà “mostrare i muscoli”, ad esempio ponendo il veto su decisioni che richiedono l’approvazione di tutti i Paesi europei come la decisione di approvare il bilancio dell’Unione europea.

Certo, l’Italia non ha tutte le carte a posto per assumere una posizione così dura e rigida.

Si pensi, ad esempio, all’elevato debito pubblico, alle frequenti richieste di flessibilità nel rispetto delle regole del “fiscal compact” per quanto concerne il deficit di bilancio, alla situazione molto difficile di alcune banche, che rendono debole il nostro Paese nelle trattative, anche quelle relative ai migranti, nei confronti delle istituzioni dell’Unione europea.

Nonostante questo, però, data l’importanza che comunque l’Italia assume fra i Paesi aderenti all’Unione, l’Italia dovrà, se necessario, assumere una posizione dura e rigida sul tema degli aiuti ai migranti.

E penso proprio che sia necessario assumere una posizione di quel tipo, anche se sarebbe invece auspicabile risolvere il problema con metodi tradizionali e più “pacifici”.

E tale comportamento non significherebbe essere poco europeisti, ma al contrario dimostrerebbe che l’Unione europea deve prendere decisioni sulle questioni più importanti, anche su quelle oggettivamente più complesse: in tal modo si rafforzerebbe l’Unione europea, non verrebbe indebolita.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: