Amnesty International, la legge sul reato di tortura è inaccettabile

Il Senato ha approvato una proposta di legge sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano, proposta che poi dovrà essere esaminata dalla Camera. Tale approvazione dovrebbe essere accolta positivamente, in quanto questa legge si attende da 28 anni. In realtà il testo approvato dal Senato è internazionalmente impresentabile. Lo sostengono la sezione italiana di Amnesty International, l’associazione Antigone ed anche il primo firmatario del disegno di legge, il senatore Luigi Manconi, presidente della commissione per i diritti umani.

I motivi alla base di tali critiche risultano evidenti e condivisibili, se si esaminano le dichiarazioni di queste associazioni e del senatore Manconi.

La sezione italiana di Amnesty International e l’associazione Antigone hanno reso pubblico un comunicato congiunto.

“Il Senato si avvia ad approvare una legge sulla tortura internazionalmente impresentabile, in cui la definizione del reato è in evidente contrasto con quanto imposto dalla convenzione internazionale contro la tortura, che ormai solo in apparenza quella legge ha lo scopo di attuare.

L’accanimento con cui si insiste nel limitare la tortura ai soli comportamenti ripetuti nel tempo (un’ipotesi ripudiata solo qualche anno fa dall’intero arco costituzionale) e a circoscrivere in modo inaccettabile l’ipotesi della tortura mentale è assurdo per chiunque abbia un minimo di conoscenza del fenomeno della tortura nel mondo contemporaneo. A questi limiti si accompagna la confusione di una definizione che pare scritta apposta per renderne difficile l’applicazione.

E’ davvero triste che il Parlamento stia perdendo un’occasione storica di porre in qualche modo rimedio a 28 anni di inerzia sul tema”.

Le valutazioni espresse da Luigi Manconi sono invece le seguenti.

In questo modo spiega perché non considera la proposta approvata dal Senato per nulla in linea con il disegno di legge di cui fu il primo firmatario:

“Il primo giorno della legislatura, il 15 marzo del 2013, presentai un disegno di legge sulla tortura. Quanto accaduto in questi anni è stato lo stravolgimento di quel testo, che ora non rispetta i requisiti e lo spirito profondo che aveva animato le convenzioni e i trattati internazionali sul tema.

Mi chiedo: ma perché la politica deve sempre accontentarsi? Se sarà approvata questa legge non sarà mediocre, peggio ancora. Un provvedimento pessimo, l‘ennesima occasione persa”.

Queste, nel dettaglio, sono le critiche espresse da Manconi:

“Innanzitutto perché il reato di tortura viene definito comune e non proprio, come vogliono invece tutte le convenzioni internazionali dal momento che si tratta di una fattispecie propria dei pubblici ufficiali o degli incaricati di pubblico servizio. Derivante, quindi, dall’abuso di potere di chi tiene sotto la propria custodia un cittadino.

Inoltre, nell’articolato precedente, si pretendeva che le violenze o le minacce gravi fossero ‘reiterate’ Questa formula è stata sostituita nel testo attuale da ‘più condotte’. Dunque il singolo atto di violenza brutale (si pensi a una sola pratica di ‘water boarding’) potrebbe non essere punito.

Ancora, la norma prevede perché vi sia tortura un verificabile trauma psichico. Ma i processi per tortura avvengono per loro natura anche a dieci anni dai fatti commessi. Come si fa a verificare dieci anni dopo un trauma avvenuto tanto tempo prima?

Tutto ciò significa che, ancora una volta, non si vuole seriamente perseguire la violenza intenzionale dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio in danno delle persone private della libertà, o comunque loro affidate, quando invece è solo l’individuazione e la sanzione penale di chi commette violenze e illegalità a tutelare il prestigio e l’onore dei corpi e della stragrande maggioranza degli appartenenti”.

E’ auspicabile, pertanto, che alla Camera sia modificato il testo del progetto di legge in questione, nelle parti ben indicate da Manconi. Si allungheranno i tempi, certo, perché il disegno di legge dovrà ritornare al Senato, ma, almeno, si avrà una legge sull’introduzione del reato di tortura accettabile.

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