Giovani e lavoro, in Italia ultimi in Europa

giovani

I giovani italiani hanno notevoli difficoltà nella ricerca di un lavoro. E non è certo una novità, purtroppo. Ma, se si considerano 15 Paesi europei, si può rilevare che tali difficoltà in Italia sono considerevolmente maggiori rispetto  a quelle che si verificano in molti altri Paesi. Questa è la principale conclusione di una ricerca promossa dalla fondazione Leone Moressa.

Nella ricerca in questione i Paesi presi in esame sono appunto 15: Italia, Grecia, Spagna, Irlanda, Francia, Belgio, Portogallo, Regno Unito, Finlandia, Danimarca, Austria, Germania, Svezia, Olanda e Lussemburgo. Si tratta cioè dei Paesi dell’Europa occidentale.

Innanzitutto, i cosiddetti Neet, cioè i giovani tra i 15 e i 29 anni, che non studiano né lavorano, sono in Italia il 24,5% del totale di coloro che sono ricompresi in quella fascia di età. Tale percentuale è la più elevata rispetto a quelle che si verificano nei Paesi considerati (il valore medio percentuale è pari al 13,5%).

Non finisce qui. Infatti il tasso di disoccupazione, considerando i giovani tra i 20 e i 24 anni, è in Italia pari al 37,2% (un tasso più elevato si riscontra solo in Grecia e in Spagna) e il tasso medio è pari al 18,6%.

Del resto, in Italia, il tasso di occupazione, sempre considerando quella fascia di età, è in Italia molto basso, il 27,0% (solo in Grecia è più basso), decisamente inferiore rispetto al tasso medio, pari al 52,1%.

Un altro dato è molto preoccupante: nel nostro Paese la percentuale di laureati, tra quanti hanno un’età ricompresa tra i 30 e i 34 anni, è pari al 27,9%, decisamente la più bassa, notevolmente inferiore al dato medio (40,2%).

I dati forniti dalla fondazione Moressa rappresentano quindi l’ulteriore dimostrazione dei notevoli problemi cui si trovano di fronte i giovani italiani nella ricerca di un’occupazione.

Non stupiscono certamente questi dati.

Infatti, da tempo, è del tutto insufficiente, in Italia, una politica del lavoro tendente ad accrescere considerevolmente le opportunità occupazionali per i giovani.

Per la verità, è necessario aggiungere che i problemi occupazionali dei giovani non sono uguali, in tutte le regioni. E’ noto, ma è bene ribadirlo, che essi sono molto più consistenti nelle regioni meridionali e, pertanto, sono dovuti, principalmente anche se non esclusivamente, alle difficoltà economiche che caratterizzano il Sud.

Ma queste ultime difficoltà, anch’esse, non stupiscono, se si considera che, da troppi anni ormai, sono del tutto insufficienti le politiche rivolte a favorire lo sviluppo economico delle regioni meridionali.

Un’ultima notazione: da più parti, frequentemente, si rileva l’importanza di un sistema formativo migliore, per intensificare il processo di sviluppo economico dell’intero Paese, e poi, però, continuano a verificarsi dei dati, assolutamente negativi, quali la percentuale molto bassa dei laureati, che contraddistingue, per la verità, non solo i giovani ma l’intera popolazione.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: