Abolire le bocciature nelle scuole?

scuola

Si sta iniziando a discutere sull’opportunità di abolire le bocciature nella scuola primaria – in passato definita elementare – perché sembra che nella legge delega relativa alla cosiddetta “Buona Scuola”, all’esame del governo, sarebbe prevista appunto l’abolizione delle bocciature durante gli anni di quella scuola. E nelle scuole medie inferiori le bocciature dovrebbero verificarsi solo in casi eccezionali

E c’è chi sostiene che è opportuno abolire le bocciature nella scuola primaria e ridurle drasticamente nelle scuole medie e c’è chi, invece, è contrario.

Su tale problematica ha scritto un articolo, pubblicato su www.lavoce.info, Maria De Paola, che mi sembra molto interessante.

Cosa sostiene De Paola?

Innanzitutto si occupa del tema delle bocciature anche nelle altre scuole, non solo in quella primaria.

Infatti, all’inizio dell’articolo scrive: “Il ricorso alla bocciatura, diffuso fino agli anni Sessanta e Settanta nelle scuole di molti Paesi avanzati, si è nel corso del tempo ridotto.

In Italia, i dati del ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2015-2016 dicono che la non ammissione all’anno successivo, da evento eccezionale qual’è alle scuole elementari, diventa rara alle medie (circa il 4% degli studenti).

Alle scuole superiori, però, la percentuale di chi ripete l’anno subisce un forte incremento: 12,4% negli istituti professionali, 9,8% negli istituti tecnici e 4,3% nei licei”.

Così prosegue l’analisi di Maria De Paola.

“Ma cosa dovremmo aspettarci da un simile intervento?

Far ripetere l’anno scolastico è costoso sia a causa della maggiore spesa che ne deriva (più studenti a cui fornire servizi) sia in termini di mancati guadagni (gli studenti entreranno più tardi sul mercato del lavoro).

E’ importante quindi cercare di capire se e quando la bocciatura genera benefici tali da compensarne i costi.

Secondo molti psicologi e pedagogisti ripetere l’anno scolastico non produce alcun effetto positivo e aumenta invece la probabilità di abbandono. Ciò perché la bocciatura influenza in maniera negativa non solo la percezione che gli studenti hanno di se stessi, ma anche quella che di loro hanno genitori e insegnanti.

Una minore autostima e basse aspettative da parte dell’ambiente circostante si ripercuotono negativamente sui risultati scolastici, già sfavorevolmente influenzati dal costo di doversi adattare a nuovi compagni e insegnati.

Una visione differente, invece, considera la bocciatura come un’occasione per colmare le lacune dello studente, permettendogli così di seguire con profitto il programma dell’anno successivo. Non solo, i nuovi insegnanti e il nuovo contesto scolastico potrebbero rivelarsi più consoni all’allievo. Infine, temendo di essere bocciati, gli studenti potrebbero impegnarsi di più nello studio”.

Comunque, sono stati realizzati degli studi che tendono a analizzare gli effetti delle bocciature.

Alcuni di essi si basano sull’esperienza degli Stati Uniti che dopo anni di “social promotion” hanno avviato politiche più selettive.

I risultati mostrano che se bisogna bocciare è meglio farlo prima: mentre gli studenti bocciati in terza elementare migliorano successivamente i propri risultati scolastici, quelli bocciati in terza media (8th grade) vedono ridursi la probabilità di concludere le scuole superiori.

Un effetto negativo per gli studenti che frequentano la scuola secondaria di primo grado viene riscontrato anche da un studio basato su dati relativi all’Uruguay.

Come valuta questi studi De Paola?

Maria De Paola rileva che: “Pur trattandosi di studi rigorosi, sarebbe incauto utilizzarne i risultati (è pur sempre evidenza limitata a pochi Paesi) per trarre conclusioni generali. Tanto più che andrebbero anche considerati gli effetti su altre variabili (ad esempio criminalità) non meno importanti dei risultati scolastici.

Nonostante ciò, se si pensa che la bocciatura debba servire a colmare lacune, rimandarla a quando sarà troppo tardi affinché quel recupero possa realizzarsi sembra più che altro un modo per zittire le coscienze.

Le conoscenze non possono progredire senza buone fondamenta. Non solo, lo studente potrebbe abbandonare il sistema scolastico rinunciando a ogni possibilità di recupero e il rischio aumenta con l’età. D’altra parte, l’esperienza di una bocciatura può essere traumatica per un bambino.

Allora è forse necessario cambiare completamente approccio e ragionare non più in termini di promossi o bocciati, ma di diversi tempi di apprendimento.

E’quello che si fa in paesi come la la Finlandia.

E’ possibile anche in Italia? Non ho una risposta, personalizzare i percorsi di studio richiede risorse, ma senza un investimento sugli studenti più deboli, promuoverli sarà solo un modo per guardare altrove, una strada che potrebbe portare a un ulteriore impoverimento del nostro capitale umano”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: