Necessario un minore uso degli smartphone

smartphone

Gli smartphone vengono utilizzati sempre di più. Lo dimostrano anche i risultati del 13° rapporto del Censis sulla comunicazione. Ma sarebbe auspicabile un minore utilizzo degli smartphone?

Secondo me sarebbe auspicabile utilizzare di meno gli smartphone

Semplici considerazioni di buon senso lo dimostrano.

E ciò vale soprattutto per i giovani, particolarmente per gli adolescenti, per molti dei quali, a mio avviso, si registra una vera e propria “dipendenza” nei confronti dello smartphone

Tale situazione impedisce  spesso l’efficace svolgimento di altre attività e può provocare seri danni alla salute fisica e mentale.

Peraltro ci sono ormai diversi studi nei quali si sostiene che un uso eccessivo degli smartphone sia pericoloso soprattutto per i bambini, per vari motivi: toglie tempo allo studio e alla lettura, causa sedentarietà e quindi una diffusione dell’obesità, diminuisce il numero delle amicizie reali e quindi anche  dell’intelligenza emotiva, riduce la capacità di concentrazione, provoca una diminuzione delle ore di sonno, crea solitudine e depressione.

Peraltro anche molti adulti si comportano nello stesso modo, cioè utilizzano eccessivamente lo smartphone.

Per la verità non sembra proprio che, nel breve periodo, sia possibile un minor uso degli smartphone.

Per arrivare a tale conclusione si possono considerare i principali risultati del 13° rapporto del Censis sulla comunicazione, così come rilevati in un articolo pubblicato su www.key4biz.it.

Nel “sottotitolo” si può leggere infatti: “Su internet il 74% degli italiani, smartphone usati dall’89% dei giovani, social network e piattaforme online indispensabili nella vita quotidiana, sono i dati principali del nuovo documento del Censis sulla comunicazione nel nostro Paese. Boom delle spese per consumi tecnologici anche nella crisi: +190%”.

Nell’articolo in questione si può inoltre leggere:

“…il 73,7% degli italiani naviga la rete da ogni dispositivo di connessione (il 95,9%, cioè praticamente la totalità, dei giovani under 30)…

La crescita complessiva dell’utenza del web nel periodo 2007-2016 è stata pari a +28,4%: nel corso degli ultimi dieci anni gli utenti di internet sono passati da meno della metà a quasi tre quarti degli italiani (erano il 45,3% solo nel 2007)…

E mentre diminuiscono gli utenti dei telefoni cellulari basic, in grado solo di telefonare e inviare sms (-5,1% nell’ultimo anno), continua la crescita impetuosa degli smartphone, utilizzati dal 64,8% degli italiani (e dall’89,4% dei giovani di 14-29 anni): +12% di utenza complessiva in un anno, una crescita superiore a quella di qualsiasi altro mezzo…

Facebook è il social network più popolare: è usato dal 56,2% degli italiani (il 44,3% nel 2013), raggiunge l’89,4% di utenza tra i giovani under 30 e il 72,8% tra le persone più istruite, diplomate e laureate.

L’utenza di YouTube è passata dal 38,7% del 2013 al 46,8% del 2016 (fino al 73,9% tra i giovani). Instagram è salito dal 4,3% di utenti del 2013 al 16,8% del 2016 (e il 39,6% dei giovani). E WhatsApp ha conosciuto un vero e proprio boom: nel 2016 è usato dal 61,3% degli italiani (l’89,4% dei giovani)…

Le distanze tra i consumi mediatici giovanili e quelli degli anziani continuano ad essere rilevantissime.

Tra i giovani under 30 la quota di utenti della rete arriva al 95,9%, mentre è ferma al 31,3% tra gli over 65 anni. L’89,4% dei primi usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 16,2% dei secondi. L’89,3% dei giovani è iscritto a Facebook, contro appena il 16,3% degli anziani. Il 73,9% dei giovani usa YouTube, come fa solo l’11,2% degli ultrasessantacinquenni.

Oltre la metà dei giovani (il 54,7%) consulta i siti web di informazione, contro appena un anziano su dieci (il 13,8%). Il 37,3% dei primi ascolta la radio attraverso il telefono cellulare, mentre lo fa solo l’1,2% dei secondi. E se un giovane su tre (il 36,3%) ha già un tablet, solo il 7,7% degli anziani lo usa. Su Twitter poi c’è un quarto dei giovani (il 24%) e un marginale 1,7% degli over 65…

I quotidiani cartacei perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani (-1,4% nell’ultimo anno, -26,5% complessivamente nel periodo 2007-2016).

Mentre continua ad aumentare l’utenza dei quotidiani online (+1,9% nell’ultimo anno) e degli altri siti web di informazione (+1,3%).

Mantengono i propri lettori i settimanali (+1,7%) e i mensili (+3,9%), ma non i libri cartacei (-4,3% nell’ultimo anno, con una quota di lettori diminuiti al 47,1% degli italiani), ancora non compensati dai lettori di e-book, che aumentano dell’1,1% nell’ultimo anno, ma si attestano solo al 10% della popolazione…

Tra il 2007 (l’anno prima dell’inizio della crisi) e il 2015, mentre i consumi generali flettevano complessivamente del 5,7% in termini reali, decollava la spesa per acquistare apparecchi telefonici (+191,6%, per un valore di 5,9 miliardi di euro nell’ultimo anno) e computer (+41,4%), seppure i servizi di telefonia si riassestavano verso il basso per effetto di un riequilibrio tariffario (-16,5% negli otto anni, per un valore però superiore a 16,6 miliardi di euro), e infine la spesa per libri e giornali si riduceva del 38,7%…”.

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