Teoria del gender e matrimonio, il papa è un vero conservatore e forse un reazionario

papa

Nel corso del recente viaggio in Georgia, il papa ha sostenuto che è in atto una vera e propria “guerra mondiale” per distruggere il matrimonio ed ha individuato come principale causa della crisi del matrimonio la cosiddetta teoria del gender, considerata “il grande nemico”.

A mio avviso queste posizioni del papa, oltre ad essere del tutto inconsistenti, non possono che essere ritenute conservatrici, se non addirittura reazionarie.

Che il matrimonio sia in crisi, nelle società occidentali, che aumenti il numero dei divorzi, è indiscutibile, ma le cause sono diverse, non c’entra nulla la teoria del gender.

Del resto, non è la prima volta che il papa, relativamente a temi eticamente sensibili, come si suole dire, assume posizioni, inaccettabili, conservatrici se non reazionarie.

E’ bene, innanzitutto, precisare che cosa intende per teoria del gender almeno una parte del mondo cattolico.

A tale proposito si può leggere su Wikipedia:

“L’espressione è stata diffusa dal pontificio consiglio per la famiglia  per indicare un’ideologia che svaluterebbe la differenza e la complementarità dei sessi   e che sarebbe usata per giustificare le unioni omossessuali:

‘L’essere uomo o donna non sarebbe determinato fondamentalmente dal sesso, bensì dalla cultura. Tale ideologia attacca le fondamenta della famiglia e delle relazioni interpersonali…

Nel decennio 1960-70, si sono affermate alcune teorie (che oggi gli esperti qualificano generalmente come costruzioniste) secondo le quali l’identità sessuale di genere – gender – sarebbe non solo il prodotto dell’interazione tra la comunità e l’individuo, ma anche indipendente dall’identità sessuale personale.

In altri termini, nella società i generi maschile e femminile sarebbero esclusivamente il prodotto di fattori sociali, senza alcuna relazione con la dimensione sessuale della persona.

In questo modo, ogni azione sessuale sarebbe giustificabile, inclusa l’omosessualità, e spetterebbe alla società cambiare per fare posto, oltre a quello maschile e femminile, ad altri generi nella configurazione della vita sociale.

L’ideologia di gender ha trovato nell’antropologia individualista del neo-liberalismo radicale un ambiente favorevole. La rivendicazione di uno statuto analogo, per il matrimonio e per le unioni di fatto (incluse quelle omosessuali) è oggi generalmente giustificato facendo ricorso a categorie e termini derivanti dall’ideologia gender’

Successivamente l’espressione è stata utilizzata sia da papa Benedetto XVI sia da papa Francesco, che in varie occasioni hanno denunciato la pericolosità di tale supposta ideologia”.

Peraltro, sempre su Wikipedia, si può leggere ancora:

“Diverse associazioni accademiche e ordini professionali si sono espressi soprattutto negli anni 2014-2015, ribadendo che una ‘un’ideologia del gender’ semplicemente non esiste: le intense campagne mediatiche sarebbero piuttosto da ricondurre a dinamiche tipiche delle teorie del complotto”.

Si sono pronunciate, rilevando l’inesistenza della teoria del gender, tra gli altri, l’associazione italiana di psicologia, il consiglio nazionale dell’ordine nazionale degli psicologi, l’associazione di docenti universitarie “società italiana delle storiche”.

Quindi a parte il fatto che la cosiddetta teoria del gender non esiste e quindi le posizioni del papa, proprio per questo, possono essere legittimamente considerate non solo errate ma del tutto inconsistenti, esse comunque non possono che essere considerate conservatrici e forse anche reazionarie.

Sembrerebbe, infatti, che il papa assuma quelle posizioni perché ritiene che l’omosessualità, o meglio le unioni fra omosessuali, siano le principali cause del tentativo di distruggere il matrimonio, il matrimonio tradizionale cioè, e anche di mettere in discussione le famiglie “normali”, o considerate tali.

Ripeto, queste posizioni sono inaccettabili, vanno contrastate, e definite senza alcun dubbio conservatrici, se si vuole essere buoni, ed anche reazionarie, se si vuole essere più realistici.

E di questo dovrebbero essere consapevoli i laici che si mostrano affascinati dall’attuale papa e che dovrebbero essere molto più cauti quindi nei loro giudizi, del tutto positivi, sulla sua azione.

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