I bambini siriani che si suicidano

siria

La situazione in Siria, a causa della guerra, è davvero preoccupante. E quanto avviene a Madaya, un villaggio sulle montagne al confine con il Libano. dovrebbe destare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Purtroppo ciò non si verifica.

Cosa succede a Madaya?

Lo descrive molto bene Oscar Nicodemo in un articolo pubblicato su www.huffingtonpost.it.

“Madaya è un villaggio siriano sulle montagne a confine con il Libano, assediato da mesi dell’esercito di Damasco.

Qui, la popolazione, costretta alla fame dagli oppressori, mangia foglie e i fiori coltivati nei vasi di casa.

Qui, da tempo, l’orrore, quello che si presenta nella sua veste malefica, che fa spavento e ribrezzo, va in scena regolarmente, ogni giorno, a tutte le ore, in qualsiasi momento.

Si tratta dell’orrore più terreno, quello causato dagli uomini ai suoi simili, perpetrato da una civiltà all’altra, da una cultura all’altra, da una etnia all’altra; quello che dopo Auschwitz non si pensava potesse riprodursi e che invece si manifesta nella sua spirale di orribile verità…

Eppure, i medici di Madaya riferiscono di bambini e adolescenti che tentano di togliersi la vita, nel gesto disperato di porre fine a una sofferenza che perdura da molto tempo. Davvero troppo per essere sopportata e in qualche maniera metabolizzata per vincerne la minaccia di morte in essa racchiusa.

Le conseguenze di ordine psicologico dovute all’incessante assedio che sta divorando anima e cervello di chi abita quel luogo rappresentano quanto di più terribile un conflitto sia in grado di generare tra chi è costantemente attaccato, asserragliato, tenuto sotto il fuoco nemico.

‘Save the Children’, ha recentemente parlato di centinaia di persone affette da malattie mentali, tra cui la depressione e la paranoia causate, appunto, dalle condizioni disperate degli assediati, che per sopravvivere si nutrono di insetti e piante…

‘La pressione senza tregua per chi vive in queste condizioni per anni è enorme, soprattutto per i bambini’, ha dichiarato in un comunicato Sonia Khush, direttore di Save the Children in Siria.

I bambini di Madaya, intanto, si uccidono perché non hanno da mangiare, perché vorrebbero fuggire e non ci riescono, perché dimenticati dal mondo…”.

Non credo che sia necessario da parte mia alcun commento.

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