Invece della manna arriverà la moneta dal cielo?

elicottero

La crisi economica sembra essere superata ma, prevalentemente nei Paesi definiti sviluppati, in quelli europei soprattutto, il Pil (prodotto interno lordo) cresce poco e, quindi, non si riesce a ridurre considerevolmente, come necessario, la disoccupazione. E nei Paesi dell’Unione europea, pertanto, acquisisce sempre maggiori consensi la proposta di consentire alla Banca centrale di stampare moneta e distribuirla ai cittadini, non in cambio di qualcosa – titoli di stato o la promessa di una restituzione futura – ma in modo permanente e a fondo perduto.

Sarebbe così attuata la teoria definita “Helicopter money”, avanzata nel 1969, in modo senza dubbio provocatorio dal premio Nobel  Milton Friedman.

Friedman rilevò esplicitamente: “supponiamo che un giorno un elicottero voli sopra questo paesino e sganci dal cielo banconote fino a 1.000 dollari, banconote che – ovviamente – saranno subito raccolte dai membri della comunità”.

Questa ipotesi provocatoria serviva a dimostrare che – almeno nel breve periodo – la politica monetaria è potentissima e può risollevare i consumi, contrastando ogni deflazione (ovvero il generalizzato declino dei prezzi che nasce da un drastico calo della domanda).

E in Europa, in un periodo come quello attuale, contraddistinto da un’inflazione troppo bassa, da una domanda di beni che aumenta poco, limitando così la crescita della produzione, la teoria di Friedman sarebbe molto utile.

Infatti la sua efficacia sarebbe indubbia: una parte della moneta sarebbe risparmiata ma certamente vi sarebbero cittadini che si affretterebbero a spenderla, facendo aumentare la domanda di beni di consumo e i prezzi.

L’utilità della proposta in questione risulta ancora più evidente se si considera che la politica monetaria, fortemente espansiva, attuata da tempo dalla Banca centrale europea, poiché i tassi di interesse si sono azzerati o sono anche diventati negativi, funziona sempre meno.

Inoltre, l’Unione europea e gran parte dei governi dei Paesi che ne fanno parte non intendono aumentare la spesa pubblica, nemmeno quella in investimenti, per il timore che i deficit e i debiti delle pubbliche amministrazioni si accrescano.

L’unica soluzione, pertanto, sembra proprio l’attuazione della proposta di “lanciare” moneta dal “cielo”, con o senza l’ausilio di un elicottero.

Affinchè si attui davvero quella proposta sarebbe necessario modificare l’assetto istituzionale della Banca centrale europea, cambiando quanto previsto attualmente dal trattato di Maastricht.

Ma come giustamente rileva Guido Tabellini, in un editoriale pubblicato da “Il Sole 24 ore”, “il trattato di Maastricht fu scritto quando i problemi economici erano ben diversi. Chi avrebbe immaginato allora che il tasso di interesse sui depositi presso la Bce sarebbe stato il -0,40%, così come il rendimento sui titoli di stato tedeschi a 5 anni?

Non c’è una ragione valida per non cambiare quel Trattato, se non l’inerzia politica dell’Europa. Ma i costi dell’inerzia sono sempre più alti”.

Condivido pienamente quanto sostenuto da Tabellini.

Mi limito solamente a rilevare che l’inerzia politica dell’Europa, si sta manifestando da tempo anche in altri settori, diversi dalla politica monetaria.

Ed è possibile, seppure non auspicabile, che tale inerzia continui, anche relativamente alla politica monetaria.

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