Mi chiamo Giulio, ho 14 anni, sono autistico e sono stato escluso dalla gita scolastica

ragazzoautistico

Nella “civile” Livorno a un ragazzo autistico è stata negata la partecipazione ad una gita scolastica insieme ai compagni che come lui frequentano una classe di una scuola dell’obbligo della città toscana.

E Giulio ha raccontato in un post, condiviso sulla pagina facebook dell’associazione Autismo Livorno onlus, quanto avvenuto:

“Mi chiamo Giulio , ho 14 anni , sono affetto da autismo, ma sono anche “altro”!!!

La mia classe oggi è in gita; io no!

Nessuno ha avvertito la mia famiglia, quindi…sono andato a scuola e mi sono trovato da solo.

Peccato mi sarebbe piaciuto molto passare una giornata all’aria aperta, in pulman, mi piace molto il pulman.

Però ‘qualcuno’ ha ritenuto che non era adatta a me questa giornata.

Ci sono rimasto molto male ma non potendo esprimermi a parole sembra che a quel ‘qualcuno’ non importi.

Che faccio, ringrazio ‘qualcuno’ per avermi risparmiato da una serie di emozioni bellissime che avrei potuto provare, oggi, in gita con i miei compagni all’aria aperta?”.

Quanto successo a Giulio, nel pomeriggio del 12 aprile, ha determinato, sui social network, un’ampia e diffusa solidarietà.

Come si può leggere in un articolo pubblicato su www.iltirreno.gelocal.it, moltissime persone “hanno postato la propria immagine mentre mostrano un cartello con la scritta ‘Io sono Giulio’: un modo semplice, diretto, immediato per far sentire alla famiglia di Giulio la propria vicinanza.

Ma anche per affermare una battaglia di civiltà in favore dell’integrazione, a cominciare da quella fra i banchi di scuola”.

E numerosi sono stati i commenti, sempre sui social network.

Tra gli altri, quello di un insegnante e psicopedagogista assai noto come Lamberto Giannini, il quale ha segnalato che non si tratta di un fatto episodico isolato: “Succede di frequente in tante scuole”.

E ha però precisato: “Nessuna intenzione di minimizzare né di giustificare o rassegnarsi, ma anzi al contrario per impegnarci perché non accada e per spronare un intervento della Regione”.

E’ eccessivo definire vergognoso quanto avvenuto a Giulio?

Io non credo.

Ritengo infatti che sarebbe stato possibile, se chi dirige la scuola lo avesse voluto veramente, affrontare e superare i problemi derivanti dalla partecipazione di Giulio alla gita scolastica.

A questo punto sarebbe necessario che sia il sindaco di Livorno che il presidente della giunta regionale della Toscana prendano un’esplicita posizione pubblica su ciò che è avvenuto in quella scuola, soprattutto per evitare che non si ripeta più, in futuro, un episodio simile, quanto meno negli istituti scolastici della Toscana.

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