I terroristi islamici hanno oscurato la tragedia delle ragazze italiane morte in Spagna

studentesseuniversitarie

I terroristi islamici, autori degli attentati a Bruxelles, non solo hanno provocato un notevole numero di morti, non solo hanno alimentato di nuovo un sentimento di paura fra gli europei, che induce una parte di loro ad essere ancora più contrari nei confronti di quanti, spinti dalle guerre e dalle condizioni economiche, affrontano mille pericoli per raggiungere i Paesi europei, senza essere in alcun rapporto con i terroristi, ma hanno determinato, di fatto, l’oscuramento, mediatico almeno,  della tragedia rappresentata dalle morti delle sette studentesse universitarie italiane, in seguito all’incidente automobilistico verificatosi in Spagna.

Certo è stato ed è importante dedicare notevole attenzione da parte dei media a quanto avvenuto a Bruxelles.

Ma oscurare, di fatto, la tragedia delle morti delle ragazze italiane, rappresenta oggettivamente la dimostrazione che si fa quello che i terroristi vorrebbero si facesse, e cioè distogliere gli europei, ed anche gli italiani, da problemi importanti che si verificano nel nostro continente.

E i media italiani però potevano comportarsi diversamente.

Io considero la morte delle sette studentesse italiane una vera e propria tragedia.

Forse questa mia valutazione è influenzata dal fatto che anche mia figlia è una studentessa universitaria, ha la stessa età delle ragazze morte e molto probabilmente nei prossimi anni anche lei sarà coinvolta nel progetto Erasmus?

Forse.

Ma credo che oggettivamente quelle morti rappresentino una tragedia per tutti gli italiani e che le ragazze vittime dell’incidente in Spagna dovevano essere oggetto di maggiore attenzione da parte dei media.

Del resto gli italiani hanno riconosciuto e riconoscono quella vicenda come una vera e propria tragedia, lo dimostra fra l’altro l’ampia partecipazione al primo funerale, tenutosi ieri a Genova, quello riguardante Francesca Bonello.

I media ancora una volta hanno seguito logiche alternative rispetto al comune pensare di gran parte della popolazione italiana.

I media non dovevano certo sottovalutare quanto avvenuto a Bruxelles, ma non dovevano nemmeno dimenticare così presto quanto avvenuto in Spagna.

Lo ripeto, i media si sono comportati come i terroristi volevano, si sono fatti dettare la propria “agenda” da alcuni assassini.

Hanno sbagliato quindi i media e dovrebbero, almeno in occasione dei funerali, che si svolgeranno nei prossimi giorni, rimediare agli errori.

Lo faranno?

Non so, ma lo dovrebbero fare.

Ma, spesso, in Italia non si fa quello che si dovrebbe, purtroppo.

Però, i rappresentanti dei media non si dovrebbero lamentare della notevole e continua erosione del numero dei lori lettori, dei loro ascoltatori,  in quest’ultimo caso rivolta, l’erosione, soprattutto nei confronti dei talk politici sempre più distanti dai veri problemi che contraddistinguono il nostro Paese.

Ma una parte importante dei media italiani non fanno parte del cosiddetto servizio pubblico?

Certamente, ma non sembra proprio che questi media eroghino, davvero, un servizio pubblico.

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