Libera: l’associazione di don Ciotti sta cambiando, in meglio?

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Anche il prossimo 21 marzo, come ogni anno, l’associazione Libera, presieduta da don Ciotti, promuoverà la giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, la XXI giornata. Ma diversamente dal passato quest’anno non si terrà una manifestazione nazionale il sabato precedente, decisamente quella più importante, dove si concentrava il maggior numero possibile di aderenti a Libera. Ma tutte le manifestazioni si svolgeranno il 21 marzo, giorno di inizio della primavera, quella di maggior rilievo a Messina, ma anche  in 1.000 altri luoghi. E’ del tutto evidente che si è voluto ridurre l’importanza della manifestazione principale, nel 2016 a Messina appunto.

Questa scelta ha, a mio avviso, un valore emblematico.

I dirigenti di Libera mi sembra che abbiano voluto fornire una precisa risposta a quanti, nei mesi passati, hanno accusato l’associazione antimafia di essere diventata troppo grande, non puntando più pertanto, in occasione della manifestazione di maggiore rilievo, a un consistente afflusso di partecipanti come avveniva negli anni passati.

Oggettivamente, infatti, la manifestazione che si teneva nei giorni precedenti al 21 marzo diventava anche la dimostrazione della forza acquisita nel corso degli anni da Libera.

Si è voluto tornare alla fase iniziale di Libera, quando il numero degli aderenti e delle attività connesse all’associazione era senza dubbio molto inferiore rispetto a quanto verificatosi successivamente.

Del resto, nei mesi passati, l’associazione presieduta da don Ciotti è stata oggetto di critiche piuttosto pesanti, che hanno dato vita a polemiche recepite dai più diffusi media italiani, soprattutto in occasione delle dimissioni di Franco La Torre,il figlio del parlamentare del Pci che si è battuto con grande impegno contro le mafie e che ha dato il nome alla legge che ha consentito il sequestro dei beni confiscati ad esse.

Uno dei rilievi di maggiore rilievo riguardava l’eccessiva crescita di Libera che, tra l’altro, le impediva, per vari motivi, di essere attenta e critica nei confronti di vicende relative prevalentemente a rapporti tra le istituzioni e le mafie, non adeguatamente oggetto del necessario interesse, critico, da parte delle diverse articolazioni dell’associazione.

E io credo che un parziale ritorno al passato da parte di Libera non può che fare bene all’associazione.

Libera deve, inoltre, a mio avviso, essere più attenta nei confronti di irregolarità che si manifestano nella gestione dei beni confiscati.

Deve evitare ed impedire che, prevalentemente a livello locale, si verifichino delle contiguità tra singoli aderenti a Libera e anche esponenti di basso profilo delle mafie o, soprattutto, rappresentanti di aziende, in primo luogo cooperative, che abbiano relazioni con soggetti anche solo accusati di aver svolto attività mafiose.

Peraltro, si sostiene che le dimissioni del precedente direttore nazionale di Libera, Enrico Fontana, proveniente da Legambiente, siano state determinate dalle relazioni da lui intrattenute con alcuni personaggi coinvolti nell’indagine Mafia capitale.

Io sono sicuro che gran parte dei singoli e delle associazioni aderenti a Libera non abbiano nulla a che fare con le organizzazioni mafiose, che nella quasi totalità dei casi la gestione dei beni confiscati, affidata a cooperative che in qualche modo fanno riferimento a Libera, avvenga nel pieno rispetto della normativa vigente, senza alcuna irregolarità, che Libera continui a svolgere un ruolo molto importante, insostituibile, nel contrasto alle mafie.

Ma, credo anche che alcuni cambiamenti devono essere introdotti: un maggiore atteggiamento critico nei confronti del mondo della politica, quando necessario, considerando che oggetto di attenzione da parte dell’associazione è diventato sempre di più il fenomeno della corruzione, una maggiore attenzione nei riguardi del comportamento di singoli aderenti a Libera, anche in piccole realtà territoriali pur molto lontane da Roma, un minore coinvolgimento a livello politico di esponenti di primo piano dell’associazione che, anche se a titolo personale, si sono impegnati o nel movimento promosso da Ingroia o in altri movimenti o formazioni politiche in via di costituzione.

Ed è del tutto evidente che la scelta compiuta in occasione delle manifestazioni per il 21 marzo assume un significato da valutare in modo molto positivo, circa la consapevolezza del gruppo dirigente di Libera, di introdurre i necessari cambiamenti alle attività di questa associazione, fornendo delle risposte concrete alle critiche formulate negli ultimi mesi, critiche peraltro solo in parte fondate, è bene ribadirlo ancora una volta.

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