Ente nazionale sordi: un passo in avanti per il riconoscimento della lingua italiana dei segni

sordi

Da tempo sono all’esame del Parlamento diversi disegni di legge per il riconoscimento della lingua italiana dei segni. Un importante passo in avanti, per arrivare all’approvazione di una legge, è stato compiuto, secondo quanto rilevato dall’Ente nazionale sordi, con la redazione di una proposta di testo unificato quale testo base per il riconoscimento della lingua italiana dei segni, che ha unificato i disegni di legge assegnati alla commissione affari costituzionali del Senato.

Il relatore di questa proposta è il senatore Francesco Russo, segretario e segretario d’aula del gruppo Pd, docente universitario friulano, membro altresì della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani.

La proposta ha recepito, con alcune integrazioni, il testo presentato dell’Ente nazionale sordi e subito depositato dal senatore Giorgio Pagliari e da numerosi altri parlamentari, sia in Senato che alla Camera.

La dirigenza dell’Ente ha, a tale proposito, auspicato che “il tanto atteso riconoscimento della lingua italiana dei segni e le diverse norme a garanzia del diritto alla libertà di scelta delle persone sorde, dell’inclusione sociale e dell’abbattimento delle barriere della comunicazione arrivi presto a compimento”.

Il senatore Francesco Russo ha illustrato in commissione affari costituzionali la proposta di testo unificato.

L’articolo 2 mi sembra particolarmente significativo e pertanto lo riporto integralmente:

“La Repubblica riconosce il diritto di libera scelta delle persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva in genere e delle loro famiglie in merito alle modalità di comunicazione, ai percorsi educativi e agli ausili utilizzati per il raggiungimento della piena integrazione sociale.

La Repubblica assicura le garanzie necessarie affinché le persone sorde, sordo-cieche e con disabilità uditiva in genere possano, liberamente, fare uso della lingua italiana dei segni o dei mezzi di sostegno alla comunicazione orale in tutti i settori pubblici e privati, al fine di rendere effettivo l’esercizio dei loro diritti e delle libertà costituzionali e in maniera particolare il libero sviluppo della personalità, la formazione nel rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, nonché il diritto alla educazione e alla piena partecipazione alla vita politica, economica, sociale e culturale.

Nessuna persona può essere discriminata né trattata in maniera diseguale, direttamente o indirettamente, mentre esercita il suo diritto di opzione all’uso della lingua italiana dei segni o di mezzi di sostegno alla comunicazione orale in qualsiasi ambito, sia pubblico sia privato”.

Ma che cos’è la lingua italiana dei segni?

Questa la definizione utilizzata da Wikipedia:

“è una lingua naturale veicolata attraverso il canale visivo-gestuale ed utilizzata nel territorio italiano da parte dei componenti della comunità sorda, che possono essere sordi, sordi e udenti, segnanti nativi o tardivi”.

Io spero che quanto prima sia approvata dal Parlamento italiano quella proposta di legge.

Determinerebbe, infatti, un significativo miglioramento della situazione che contraddistingue le persone sorde.

Perché, quindi, non approvarla rapidamente?

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