E bravo sindaco Bitonci, a Padova i “barboni” dormono sotto i portici

padova

Il sindaco di Padova, Bitonci, è purtroppo leghista e, durante il suo mandato, ha assunto, in varie occasioni, dei comportamenti che, in qualche caso, non possono che essere definiti razzisti ed, anche, tendenti a contrastare la presenza di “senza tetto” all’interno della città, con misure però inefficaci e, talvolta, ridicole.

Bitonci, ad esempio, non sembra preoccuparsi più di tanto di garantire un’ospitalità adeguata, in luoghi di proprietà pubblica, ai senza tetto, ma ha varato provvedimenti più che discutibili, quali la forte riduzione del numero delle panchine nei parchi pubblici e il divieto assoluto di sedersi nelle aree verdi di questi parchi.

Io, durante l’ultimo week end, sono stato a Padova e, sabato sera, tornando in albergo, ho visto un “barbone” dormire in uno dei molti portici che sono presenti nel centro storico. E mi è stato riferito che non sono pochi i senza tetto che si comportano nello stesso modo.

Quindi nonostante i provvedimenti, inefficaci e poco seri, di Bitonci, a Padova i senza tetto non trovano alternative valide al dormire all’aperto, peraltro anche in pieno centro.

Vedere quel senza tetto mi ha molto stupìto. Non pensavo che in una città, come Padova, che non è certo una metropoli, si potesse verificare quanto ho visto con i miei occhi.

Io sono umbro e il capoluogo della mia regione, Perugia, ha circa lo stesso numero di abitanti di Padova, ma nel centro storico non dorme nessuno all’aperto.

Certamente, il sindaco di Perugia non è Bitonci. Bitonci lo devono sopportare i padovani, i quali peraltro lo hanno regolarmente eletto (forse sarebbe necessario che alle prossime elezioni comunali gli elettori di Padova facessero una scelta più oculata…).

Peraltro, le decisioni di Bitonci hanno avuto un’eco sui media nazionali in diverse occasioni, proprio per le critiche che gli sono state rivolte.

Ricordo solamente che quando una signora di Padova ospitò in un’abitazione di sua proprietà alcuni migranti africani, destando le critiche di alcuni condòmini, Bitonci si recò presso quell’abitazione per esprimere la sua solidarietà a quanti mal sopportavano la presenza di quei giovani africani, i quali peraltro si erano comportati in un modo decisamente corretto.

Aggiungo che, quando sono stato a Padova, sono passato anche in piazza della Frutta, dove tenne il comizio durante il quale accusò il malore che lo portò alla morte, Enrico Berlinguer.

E non ho potuto fare a meno, per un momento, di confrontare la statura umana, politica e culturale di Berlinguer con quella, di un livello decisamente molto più basso, che contraddistingue Bitonci.

Ho potuto così comprendere, concretamente, di quali dimensioni sia stato il declino della politica in Italia, a Padova ma non solo, in 30 anni.

Berlinguer ha sì compiuto degli errori, anche non piccoli, ma era di tutt’altra pasta, rispetto ai molti Bitonci che ci sono in Italia, anche se il Bitonci padovano è unico.

Morale della favola?

I padovani dovrebbero essere più critici nei confronti dei Bitonci e le loro associazioni, cattoliche e non, dovrebbero interessarsi di più, poiché non mi sembra che lo faccia adeguatamente l’Amministrazione comunale, della situazione dei senza tetto.

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