Verità per Giulio Regeni

regeni

Amnesty International Italia, insieme al giornale “La Repubblica”, ha lanciato la campagna “Verità per Giulio Regeni”, per non permettere che l’omicidio del giovane ricercatore italiano finisca per essere dimenticato, per essere catalogato tra le tante “inchieste in corso” o peggio, per essere collocato nel passato da una “versione ufficiale” del governo del Cairo.

In una nota diffusa dalla sezione italiana di Amnesty International di può leggere, tra l’altro:

“Qualsiasi esito distante da una verità accertata e riconosciuta in modo indipendente, da raggiungere anche col prezioso contributo delle donne e degli uomini che in Egitto provano ancora a occuparsi di diritti umani, nonostante la forte repressione cui sono sottoposti, deve essere respinto.

Sarebbe importante che ‘Verità per Giulio Regeni’ diventasse la richiesta di tanti enti locali, dei principali comuni italiani, delle università e di altri luoghi di cultura del nostro Paese ai quali chiediamo di esporre lo striscione predisposto per questa campagna, o comunque un simbolo che chieda a tutti l’impegno per avere la verità sulla morte di Giulio.

Lo dobbiamo alla sua famiglia, ai suoi amici e colleghi che da ogni parte del mondo chiedono solidarietà”.

Del resto Amnesty Italia si era già pronunciata sul caso Regeni, scrivendo al ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni e all’amministratore delegato di Eni spa, Claudio Descalzi, per chiedere a entrambi di fare quanto nei loro rispettivi poteri e possibilità per sollecitare le autorità egiziane a svolgere un’inchiesta approfondita, rapida e indipendente sull’omicidio di Giulio Regeni

Nelle due lettere, Amnesty International Italia espresse l’auspicio che tanto la Farnesina attraverso l’ambasciata italiana al Cairo quanto Eni spa, in virtù della sua presenza nel Paese e degli accordi commerciali tra l’Italia e l’Egitto, utilizzino i loro rispettivi canali per spingere le autorità egiziane a chiarire al più presto le circostanze dell’omicidio di Giulio Regeni e ad accertarne le responsabilità.

Inoltre appena avuto notizia del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, il direttore generale di Amnesty Italia Gianni Rufini dichiarò che Amnesty esprimeva profonda solidarietà ai familiari di Giulio Regeni, che la Farnesina doveva sollecitare il governo egiziano a chiarire al più presto le modalità di questo drammatico episodio, poichè ci si aspettava da parte delle autorità egiziane un’inchiesta approfondita, rapida e indipendente.

Infatti, si sottolineava come la tortura in Egitto fosse un fatto comune e ordinario e che Regini fosse scomparso in un giorno di particolare tensione, il 25 gennaio, quinto anniversario della rivolta che portò alla caduta di Hosni Mubarak.

Io spero che sulla vicenda di Giulio Regeni si riesca a sapere la verità.

Non sarà certo facile.

E’ stata positiva la recente dichiarazione di Matteo Renzi, nella quale ha esplicitato l’impegno del governo perché siano individuati i responsabili dell’omicidio di Giulio Regeni.

Ma alle parole devono seguire i fatti e il governo deve fare di tutto affinchè le autorità egiziane accertino la verità.

E lo faranno solo se saranno, in qualche modo, costrette a farlo.

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