Lo stop alle unioni civili è una vergogna

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E’ proprio una vergogna l’aver interrotto l’iter di approvazione del disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili, per l’improvvisa opposizione dei grillini al cosiddetto emendamento “canguro” che avrebbe impedito di esaminare il numero esorbitante di emendamenti presentati soprattutto dalla Lega. Quanto avvenuto rappresenta infatti il disinteresse di parti consistenti del sistema politico italiano di fronte ad importanti esigenze che emergono, da tempo, nella società italiana.

Sono ormai 20 anni che si attende una regolamentazione delle convivenze che peraltro non interessano solamente, come molti pensano, gli omosessuali ma anche le coppie etero.

Diverse istituzioni internazionali hanno espresso un giudizio fortemente negativo sul fatto che in Italia non siano ancora riconosciuti sacrosanti diritti di cui dovrebbero godere le coppie che convivono.

E molti partiti cosa fanno?

Semplicemente per mettere in difficoltà Renzi assumono comportamenti ondivaghi, quali quelli che hanno contraddistinto soprattutto, in questo caso, il movimento 5 stelle, che è passato da una condivisione piena dei contenuti del disegno di legge Cirinnà, a una parziale condivisione, o più precisamente all’attribuzione della libertà di coscienza ai propri senatori, prima su tutti gli articoli del disegno di legge, poi su quello che consente la “stepchild adoption”, cioè l’adozione da parte di uno dei due componenti delle future unioni dei figli dell’altro componente.

Obiettivi che non hanno nulla a che fare con i contenuti del disegno di legge Cirinna sono perseguiti anche dai parlamentari alfaniani e da una parte degli stessi senatori e deputati del Pd, quelli definiti “cattodem”.

Costoro sono interessati a non alienarsi le simpatie dei vertici dei vescovi italiani e di quella parte, la più conservatrice, dei cattolici che si riconoscono nelle loro posizioni.

E a questo punto non posso che rilevare un’altra vergogna che la vicenda ha evidenziato: il tentativo di una componente della Chiesa italiana di influenzare decisioni che spettano al Parlamento, una vera e propria ingerenza politica, inaccettabile, se si considera che lo Stato italiano è, o almeno dovrebbe essere,  uno Stato laico.

Peraltro una vergogna ancora più grande è rappresentata dal fatto che molti parlamentari si siano fatti influenzare da queste pressioni del cattolicesimo nostrano.

Alcuni osservatori hanno accusato Renzi di non avere mediato politicamente tra le varie posizioni manifestatesi in Parlamento e di essere stato troppo intransigente nel voler far approvare il disegno di legge Cirinnà senza modifiche sostanziali.

Ma in questo caso Renzi ha avuto ragione: la politica è sì,anche, mediazione, ma certi principi vanno rispettati e non accantonati.

Si può sostenere legittimamente che Renzi, su altre vicende, si sia dimostrato tutt’altro che intransigente e disponibile al compromesso di basso livello.

Ma sul disegno di legge Cirinnà si è comportato, fino ad ora, diversamente e di questo gli va dato atto.

Quindi se alla ripresa dell’esame da parte del Senato del disegno di legge in questione, tra una settimana, molti parlamentari continueranno in un atteggiamento che non può che essere definito ostruzionistico, tendente di fatto a non far approvare quel disegno di legge, si sarà persa un’altra occasione per rendere il sistema politico maggiormente in sintonia nei confronti di componenti importanti della società italiana.

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