Max è malato e vuole morire. Ma niente eutanasia

Massimiliano Fanelli, 54 anni, affetto da sclerosi laterale amiotrofica, dallo scorso 17 ottobre ha deciso di interrompere le cure   relative alla sua malattia. Tale decisione avrà, ovviamente, l’effetto di accelerare la sua morte. Ha, poi, fondato il movimento #iostoconmax, con l’obiettivo di spingere il Parlamento a discutere il disegno di legge, di iniziativa popolare, sul fine-vita, finalizzato a consentire anche in Italia l’eutanasia, promosso dall’associazione Luca Coscioni. 

Nella lettera in cui ha annunciato la sua decisione ha, tra l’altro, scritto: “Caro Sato se non mi dai la dignità e la libertà, tieniti pure le medicine per la Sla”.

E ha dichiarato inoltre: “Devi imparare ad adattarti ai nuovi dolori e alle nuove capacità. Io, per esempio, pur essendo rimasto solo con un occhio funzionante e l’udito, ho appena contratto una congiuntivite allo stesso occhio, con una conseguente semi paralisi. Per scrivere tre righe con il pc a controllo oculare ci ho impiegato anche due ore”.

La sua iniziativa ha ottenuto numerose e significative adesioni. Tra le altre quella della presidente della Camera, Laura Boldrini, che si è recata personalmente a fargli visita nella sua casa, a Senigallia.

Nonostante questo, nessun risultato.

Completa indifferenza da parte dei capigruppo di Camera e Senato, riguardo alla richiesta di calendarizzare la discussione su una legge sul fine vita.

Anche questa, a mio avviso, è una dimostrazione evidente della lontananza della politica relativamente a pur importanti esigenze dei cittadini.

E il senatore Luigi Manconi, presidente della commissione sui diritti umani, ha così commentato quanto sta avvenendo: “Quella di Max è una lotta che della costrizione al silenzio e all’immobilità, determinati dalla malattia, ha fatto una forza.

E che dalla fragilità di un corpo malato ha tirato fuori il coraggio che non hanno le istituzioni.

E appaiono davvero inadeguate quelle istituzioni davanti all’ammonimento di Fanelli che elenca le occasioni perse dalla politica su questo tema: ‘Nel nulla sono finiti i nostri appelli sia scritti che videoregistrati al presidente Mattarella e al Papa.

E’  inaccettabile che vengano trattati in questo modo migliaia di malati terminali, costretti dall’assenza di una legge sul fine vita a subire dolori e sofferenze condivise sia dal malato che dalla famiglia. E’ incredibile che cadano nell’oblio cosi velocemente le nostre richieste’”.

E’ davvero inaccettabile, come sostiene Fanelli, che migliaia di malati terminali non siano assolutamente presi in considerazione dai parlamentari.

E’ inaccettabile, ma, purtroppo, non credo che, almeno nel breve periodo, la situazione sia destinata a cambiare.

E le responsabilità sono anche della Chiesa cattolica italiana e del Vaticano che osteggiano, in tutti i modi, la possibilità di introdurre nel nostro ordinamento giuridico l’eutanasia, influenzando pesantemente una parte consistente dei parlamentari  che, però. evidentemente, sono d’accordo nel lasciarsi influenzare.

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