Gli stranieri delinquono di meno degli italiani

Secondo il dossier Idos-Unar, nel periodo 2004-2013 le denunce penali contro italiani, a fronte di una popolazione in leggera diminuzione, sono passate da 513.618 a 657.443 (+28,0%), mentre quelle contro stranieri, a fronte di una popolazione più che raddoppiata, sono diminuite da 255.304 a 239.701 (-6,2%).

I dati forniti dal dossier Idos-Unar sono riportati in un articolo pubblicato su www.redattoresociale.it.

Pertanto l’incidenza percentuale delle denunce contro stranieri sul totale di quelle contro autore noto è scesa dal 32,5% del 2004 al 26,7% nel 2013, con una maggior incidenza nel Centro (32,5%) e nel Settentrione (Nord Est 36,3% e Nord Ovest 37,2%) rispetto alle Isole (12,0%) e anche al Sud (13,2%), dove però nel periodo 2004-2013 si riscontra un aumento più sostenuto rispetto alla media nazionale (+6,8%) e specialmente rispetto alle Isole (-16,6%).

E nel dossier, oltre a riportare questi dati, si aggiunge: “Ricerche particolareggiate hanno mostrato l’inesistenza di un rapporto diretto tra l’aumento della popolazione immigrata e l’incremento delle denunce nei loro confronti”.

Anche i dati relativi ai detenuti stranieri sono molto significativi e dovrebbero essere oggetto di notevole attenzione.

Al 30 giugno 2015, i detenuti nelle 198 carceri italiane erano 52.754.

Gli stranieri erano 17.207 ovvero il 32,6% del totale, quattro punti percentuali in meno rispetto a cinque anni prima: di fronte a una decrescita della popolazione detenuta, gli stranieri sono diminuiti in misura maggiore rispetto agli italiani.

In merito alla tipologia di reato, il 76,9% dei detenuti stranieri è in carcere per reati legati alla prostituzione, il 34,7% per violazione della legge sulle droghe, il 27% per reati contro il patrimonio.

Al 30 giugno erano 7.961 i detenuti condannati a pene brevi, ovvero a meno di tre anni di carcere. Di questi 3.419 erano stranieri: una percentuale altissima, pari al 42,9%.

Di contro tra gli ergastolani gli stranieri erano solo 87 rispetto ai 1.603 totali: il 5,4%, una quota esigua rispetto agli italiani.

Ciò significa che gli stranieri in proporzione commettono reati meno gravi degli italiani stessi.

Per quanto riguarda la nazionalità, il 16,8% dei detenuti stranieri è di nazionalità romena, il 16,5% marocchina, il 13,8% albanese, il 10,8% tunisina, il 4% nigeriana.

E nel dossier si sostiene quindi: “I detenuti stranieri commettono – o sono accusati di avere commesso – i reati meno gravi dal punto di vista dei beni o degli interessi costituzionalmente protetti. Ma nei loro confronti maggiormente opera l’azione di repressione di polizia: essi più facilmente vengono fermati o arrestati rispetto agli autoctoni, accusati di reati a più forte connotazione sociale, come quelli predatori o connessi alla legislazione sulle sostanze stupefacenti”.

Se si esaminano con attenzione questi dati,  risulta evidente che la preoccupazione dei cittadini italiani nei confronti della criminalità degli immigrati è senza dubbio eccessiva.

Certo ci sono immigrati che commettono reati e, ovviamente, devono essere perseguiti.

Ma viene dimostrato chiaramente che non è affatto vero che gli immigrati delinquono di più degli italiani.

In realtà, è vero il contrario.

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