A 10 anni dalla morte di Federico Aldrovandi

Il 25 settembre 2005 morì Federico Aldrovandi. Federico, all’età di 18 anni, fu fermato, tornando a casa a Ferrara, dagli agenti di polizia Enzo Pontani, Luca Pollastri, Paolo Forlani e Monica Segatto, tutti condannati per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi, in via definitiva, con sentenza della Cassazione nel 2012, alla pena di 3 anni e 6 mesi di reclusione, in parte coperta dall’indulto.

Il padre di Federico, Lino Aldrovandi, a 10 anni da quel 25 settembre 2005, ha rilasciato alcune dichiarazioni all’agenzia Adnkronos.

Per Lino Aldrovandi “il pensiero è sempre uno, quello di un’ingiustizia nei confronti di un ragazzino che non aveva fatto nulla di male e che una mattina ha incontrato quattro elementi che alla fine lo hanno massacrato, provocandogli 54 lesioni e spezzandogli il cuore, mentre lui gridava ‘aiuto, basta’”.

Così ha proseguito il padre di Federico: “Le sentenze sono state molto dolci, le accetto perché bisogna, ma questa è una storia che non è andata fino in fondo, non credo sia stata fatta piena giustizia”.

E Lino Aldrovandi ha, inoltre, aggiunto: “In Cassazione il procuratore generale nella sua arringa definì i quattro ‘schegge impazzite’ ed io mi chiedo in quale posto di lavoro si continua a tenere una persona definita in questi termini. Io vesto la divisa e nel mio piccolo ci credo, ho giurato fedeltà allo Stato e penso che chi ha tolto la vita vada cacciato fuori senza se e senza ma. Io sono solo un cittadino, ma non sto zitto”.

Infine Aldrovandi ha rilevato la necessità dell’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento italiano.

Infatti nel corso di questa legislatura una proposta di legge relativa al reato di tortura è stata discussa dal Senato, quindi dalla Camera, ed è ora di nuovo in discussione in Senato.

Pertanto è legittimo ipotizzare che neppure in questa legislatura si riesca ad approvare l’introduzione nel nostro ordinamento di un reato specifico di tortura, nonostante che da almeno 5 legislature il Parlamento italiano stia discutendo di tale problematica.

A mio avviso le dichiarazioni di Lino Aldrovandi sono più che condivisibili.

E ritengo anche io che sarebbe necessario introdurre quanto prima il reato di tortura nell’ordinamento italiano.

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