La metà delle scuola ha più di 40 anni. Sicurezza a rischio?

Il ministero dell’Istruzione ha diffuso numerosi ed interessanti dati sulla situazione degli edifici dove sono presenti delle scuole, forniti dall’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. La situazione è preoccupante: il 55% dei 42.292 edifici scolastici italiani sono stati realizzati prima del 1976. 8.450 scuole sono inattive per ristrutturazione, costruzione o perché dismesse e 17 per motivi legati a calamità.

Questi dati sono stati illustrati nella sede del ministero dal ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca, Stefania Giannini.

Sono 42.292 gli edifici scolastici censiti dall’anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica.

Di questi, 33.825 sono funzionanti, 8.450, come già rilevato all’inizio, sono inattivi (in ristrutturazione, costruzione o dismessi) e 17 sono inattivi per motivi legati a calamità naturali.

Il più alto numero di edifici scolastici è presente in Lombardia (5.964) seguita dal Lazio (4.345) e dalla Sicilia (4.260). A quest’ultima, però, va il primato degli edifici inattivi: 2.580, ben oltre la metà del numero totale.

Ma la preoccupazione maggiore riguarda la vetustà degli edifici scolastici:  il 55% sono stati costruiti prima del 1976.

Il 27% degli edifici sono stati realizzati tra il 1961 e il 1975, il 12% tra il 1946 e il 1960, l’8% tra il 1921 e il 1945 e il 4% tra i primi del secolo passato e il 1920.

L’1% degli edifici è stato invece realizzato addirittura prima dell’800 e il 3% tra il 1800 e il 1899.

Solo il 32% sono stati costruiti dal 1976 in poi.

Inoltre,  il 63% delle scuole sono dotate del servizio scuolabus. Il 67% sono raggiunte dai trasporti pubblici. E  dispongono del servizio di trasporto per alunni disabili il 40% degli edifici scolastici.

E’ evidente il motivo in base al quale mi sembra che desti notevole preoccupazione la vetustà di una parte considerevole degli edifici scolastici.

Sono probabilmente molti gli edifici o che dovrebbero essere sostituiti o che avrebbero bisogno di consistenti interventi di manutenzione o di vera e propria ristrutturazione.

E le risorse finanziarie disponibili per quei fini sono del tutto insufficienti.

Occorre poi rilevare che per una parte degli edifici gli interventi relativi all’edilizia scolastica sono di competenza delle Province, enti che progressivamente saranno svuotati delle loro funzioni e che però già attualmente sono state oggetto di una forte diminuzione dei fondi a loro disposizione.

E’ più che probabile pertanto che solo una parte degli interventi necessari potranno essere realizzati nel breve periodo e, quindi, il livello di sicurezza che sarebbe indispensabile garantire per tutti gli edifici scolastici non si verificherà sempre.

Con le evidenti conseguenze negative sull’incolumità di tutti coloro che frequentano le scuole italiane.

E quest’ultima considerazione non credo proprio che sia il frutto di un allarmismo ingiustificato.

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