Riforma della scuola: e nun ce vonno sta…

E’ stata recentemente approvata, in modo definitivo, la legge di riforma della scuola, sostenuta dal governo Renzi. Ma gli insegnanti che si sono opposti alla riforma continuano nelle loro proteste, minacciando scioperi e mobilitazioni con l’inizio del nuovo anno scolastico e i rappresentanti dei partiti che hanno votato contro, da Fratelli d’Italia a Forza Italia al movimento 5 Stelle a Sel (uno schieramento molto strano e composito…) nei loro interventi, prima del voto finale, hanno evocato sfraceli per la scuola italiana una volta approvata la riforma. Quindi, prendendo a prestito un’espressione che si utilizza per quanti perdendo una partita non accettano la sconfitta, si può legittimamente sostenere che gli oppositori alla riforma “nun ce vonno sta”, perché l’approvazione della legge è una loro sconfitta, non una sconfitta per la scuola italiana.

Sarebbe invece opportuno che gli oppositori della legge in questione riflettessero meglio sui suoi contenuti.

Mi rendo conto che forse chiedo troppo.

Comunque, se non loro, una componente significativa degli insegnanti, delle famiglie e degli studenti, si renderanno conto che l’approvazione della legge è una buona cosa.

Non rivoluzionerà di certo la scuola italiana, come necessario. Saranno indispensabili altri cambiamenti, nel prossimo futuro, ma la legge approvata va considerata un deciso passo in avanti.

E si renderanno conto che l’ approvazione della legge è una buona cosa quanti:

– sono convinti della necessità che nella scuola, come del resto nelle altre componenti della pubblica amministrazione, sia necessario premiare davvero il merito;

– sono convinti della necessità che si intensifichino i rapporti tra scuola e mondo del lavoro;

– sono convinti della necessità che non ci siano più insegnanti precari;

– sono convinti della necessità che siano aumentate le risorse finanziarie a disposizione degli istituti scolastici;

– sono convinti della necessità che aumenti l’autonomia dei singoli istituti;

– sono convinti della necessità che migliori l’offerta formativa;

– sono convinti della necessità di sviluppare l’aggiornamento professionale degli insegnanti;

– sono convinti della necessità che si accrescano gli interventi relativi all’edilizia scolastica.

E, alla fine, sono certo che la grande maggioranza di coloro che sono coinvolti direttamente o indirettamente nell’impegno per migliorare la situazione della scuola italiana, uno dei principali obiettivi che tutti dovremmo perseguire, si renderanno conto che l’approvazione della legge di riforma della scuola è davvero una buona cosa.

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