Il Papa ha criticato i neocatecumentali

In un precedente post mi sono occupato del movimento dei neocatecumenali e soprattutto del discorso del loro leader indiscusso Kiko Arguello, pronunciato in occasione del Family Day. E ho riferito anche di alcune critiche rivolte nei confronti di alcuni comportamenti di questo movimento cattolico, critiche manifestate anche da ex adepti. E il post in questione suscitò alcune reazioni negative da parte di appartenenti al movimento in questione. In realtà, circa un anno or sono, lo stesso papa Francesco criticò i neocatecumenali, in occasione di una loro visita in Vaticano.

La critica di maggiore rilievo, a mio avviso, ha riguardato l’eccesso di autorità interna al movimento. Quindi la loro scarsa democraticità.

Il Papa infatti affermò: “La libertà di ciascuno non deve essere forzata, e si deve rispettare anche la eventuale scelta di chi decidesse di cercare, fuori dal Cammino, altre forme di vita cristiana”.

Peraltro anche alcuni vescovi italiani hanno criticato il movimento.

E tra i vescovi italiani che hanno avuto rapporti piuttosto difficili con i neocatecumenali (compresi i cardinali Biffi, Martini, Pappalardo, Piovanelli, Tonini), quello che ha mosso la critica più severa alla vita interna del movimento è stato l’arcivescovo di Catania Luigi Bommarito che nel 2001 accusò le guide delle loro comunità di “scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe”.

Inoltre, la spinta delle guide a concepire un gran numero di figli, a mettere a disposizione del movimento i propri beni, a partire per Paesi lontani, a inserire nel movimento il partner, è la recriminazione più frequente dei fuoriusciti, che si esprimono anche in siti internet intitolati “La verità sul Cammino Neocatecumenale” e simili.

Ritornando alle critiche formulate dal Papa, Bergoglio dichiarò, rivolto ai neocatecumentali: “Avere la massima cura per costruire e conservare la comunione all’interno delle Chiese particolari nelle quali andrete a operare”.

E se un vescovo non accettasse le loro liturgie separate, dovrebbero mettervi fine perché  ha continuato il Papa “può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità”.

L’ulteriore critica del Papa ha riguardato l’inculturazione che sta a cuore al Papa gesuita che ha raccomandato ai neocatecumenali, tendenti a trapiantare ovunque la loro pedagogia italo-spagnola, “una speciale attenzione al contesto culturale nel quale voi famiglie andrete a operare”.

Quindi mi sembra che i neocatecumenali dovrebbero fare maggiore attenzione alle critiche che vengono loro rivolte e, auspicabilmente, dovrebbero rispondere nel merito, con precisione, a quelle critiche.

 

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