Sfruttamento sessuale dei minori: italiani in testa alla classifica

Raramente gli italiani hanno dei primati, se il loro comportamento viene raffrontato con quello degli abitanti di altri Paesi. Un primato lo abbiamo però. Siamo infatti in testa alla classifica per quanto riguarda lo sfruttamento sessuale di minori all’estero. Non è certo un bel primato però.

A tale conclusione si perviene leggendo l’intervista, rilasciata a Paola Longobardi, di Piattaforma Infanzia, dal segretario generale di Ecpat Italia onlus, un’organizzazione che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, Yasmin Abo Loha.

L’intervista integrale si può leggere su www.ecpat.it.

E’ Paola Longobardi, in una domanda, a evidenziare che il primato spetta agli italiani e che le destinazioni, per quanto riguarda i viaggi a scopo sessuale, più diffuse sono Sud Est Asiatico, Africa e Sud America.

Dopo l’Italia i turisti sessuali vengono da Germania, Giappone, Francia, Stati Uniti, Regno Unito e recentemente anche Cina.

E, secondo stime dell’Organizzazione mondiale del turismo ogni anno almeno 3 milioni di persone partono per viaggi a scopo sessuale.

Yasmin Abo Loha conferma quanto sostenuto dalla Longobardi e aggiunge “A noi non piace l’espressione turismo sessuale a danno di minori o turismo sessuale con minori. Parliamo di sfruttamento sessuale in occasione di viaggi o di turismo o di spostamento all’estero per fruire prostituzione minorile locale”.

Yasmin Abo Loha dichiara poi: “I viaggiatori possono essere suddivisi in tre categorie: turisti, sex offender e clienti. Tra questi ci sono i pedofili che sono in minima parte, si stima infatti un 5%.

Poi possiamo parlare di clienti abituali ed occasionali, questi ultimi sono il 65%. Generalmente, questi ultimi, sono coloro che compiono la scelta di avere rapporti sessuali con minori solo se hanno l’occasione, quindi, se c’è la possibilità non si tirano indietro.

Questo è il contenitore più grande e anche quello più complicato da riuscire ad intercettare”.

Prosegue inoltre: “A cercare principalmente bambini molto piccoli, sono i pedofili che organizzano il proprio viaggio sapendo perfettamente dove andare, a chi rivolgersi e dove poter intercettare le proprie vittime.

Il cliente abituale, invece, è colui che prova a tutti gli effetti attrazione sessuale per un minorenne adolescente.

Una serie di luoghi comuni, fa pensare che recarsi all’estero per usufruire della prostituzione locale, sia un fenomeno prettamente maschile.

Ma non è del tutto così. Il fenomeno femminile esiste ma c’è meno attenzione, seppur rimane una maggiore tendenza maschile. La tipologia è però differente.

Mentre l’uomo può anche provare attrazione nei confronti di una vittima in particolare e decidere di trascorrere l’intero soggiorno con la stessa, ha comunque desiderio di cambiare e tendenzialmente lo fa.

La donna, invece, si ritrova in una sorta di storia affettiva e, frequentando ragazzi tra i 16 e i 17 anni, a volte si pensa che non si commetta lo stesso reato. Ma la legislazione parla chiaro, per cui uomini o donne che siano, ci si trova sempre nella posizione di commettere un illecito”.

Quali le motivazioni del fenomeno?

Rileva sempre il segretario generale di Ecpat Italia: “Le motivazioni di questo fenomeno possono essere diverse da entrambe le parti e molto spesso accade che in paesi in stato di estrema povertà, la prostituzione dei minori venga indotta dalle stesse famiglie.

Disagio e difficoltà economica, quindi, i motivi principali delle vittime, mentre per gli adulti maggiore possibilità di spostamento e la connivenza da parte dei governi, oltre alla facilità di corruzione delle forze di polizia locali e l’età degli italiani che sfruttano sessualmente minori, vari tra i 30 e i 50 anni. Non più anziani benestanti come una volta, bensì giovani ed economicamente modesti”.

Cosa fare per prevenire e contrastare il fenomeno?

Secondo Yasmin Abo Loha, è necessaria un’attenta azione di sensibilizzazione con messaggi mirati ed efficaci per riuscire ad arrivare a tutti, rivolta sia a ragazzi che adulti.

E’ poi necessario intensificare le attività di cooperazione a livello giudiziario e investigativo e sicuramente un aiuto può concreto può arrivare dalla presenza delle ong sui territori attraverso progetti specifici di sostegno alle famiglie e supporto alle vittime.

Io spero che quanto si dovrebbe fare per prevenire e contrastare il fenomeno sia effettivamente realizzato.

E spero anche che si impegnino fortemente le autorità governative del nostro Paese, soprattutto perché gli italiani sono così coinvolti, purtroppo, nello sfruttamento sessuale dei minori all’estero.

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