Salvare Civita di Bagnoregio

Civita di Bagnoregio è un borgo, nel comune di Bagnoregio, nel Viterbese, che per la sua bellezza è sempre più visitato dai turisti. Ma Civita da sempre chiamata “la città che muore”, perché sorge su calanchi, roccia friabile che si sgretola nel tempo e ha bisogno di interventi di tenuta e salvaguardia costanti. Pertanto sono necessarie risorse finanziarie consistenti, quanto meno per realizzare interventi che riducano sensibilmente le frane da cui è colpita Civita. E se tali interventi non si verificheranno è probabile che questo borgo, così giustamente attraente, per la sua unicità, sia destinato effettivamente a morire. E quindi il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti  ha lanciato un appello proprio per consentire che tali interventi siano realmente attuati.

Per firmare l’appello si può cliccare su questo link:

https://www.change.org/p/salviamo-civita-di-bagnoregio

Il testo dell’appello è il seguente:

“Civita di Bagnoregio è una meraviglia paesaggistica italiana e del Lazio che si eleva su una roccia di tufo. Collegata alla valle sottostante solo da un lungo e stretto ponte, racchiude poche case di origine medioevale e un numero esiguo di abitanti.

Un territorio ricco di storia, arte, cultura e tradizioni, quasi congelato nel tempo. Unica nel suo genere, Civita di Bagnoregio è in pericolo. Soprannominata da tempo la ‘Città che muore’, proprio a causa delle continue frane dello sperone di tufo che mettono seriamente a rischio la sua sopravvivenza.

Civita è sola nel difendersi dalle calamità naturali. E oggi ha un estremo e urgente bisogno di manutenzione se non vogliamo privarci per sempre di una sentinella della nostra storia culturale, di un pezzo del nostro patrimonio.

Per questo il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha sollecitato un appello da rivolgere all’Unesco: perché conceda a Civita e alla Valle dei Calanchi il riconoscimento di ‘Patrimonio dell’Umanità’”.

Infatti, aggiungo io, l’ottenimento di tale riconoscimento, peraltro più che meritato, è il presupposto perché possa essere ottenuti fondi consistenti, provenienti da varie istituzioni internazionali e da diversi Paesi.

In oltre 7.000 hanno firmato per ora l’appello. Lo hanno fatto anche alcuni personaggi illustri, da Giorgio Napolitano a Bernardo Bertolucci, da don Luigi Ciotti a Umberto Veronesi, a Umberto Eco.

Il ministro alla Cultura Enrico Franceschini ha dichiarato, inoltre, di volersi impegnare affinchè l’obiettivo dell’appello sia raggiunto.

Io invito tutti a firmare l’appello in questione.

Sarebbe comunque opportuno che Franceschini si impegnasse affinchè anche da parte del governo siano concessi fondi per salvare Civita e affinchè si verifichi la possibilità che per Civita sia approvata una legge speciale che garantisca finanziamenti costanti.

Del resto, in passato, per salvare Orvieto, la mia città, e Todi, anch’esse colpite da frequenti frane, furono approvate alcune leggi speciali, grazie alle quali furono attuati interventi che hanno impedito il verificarsi di ulteriori frane, ed inoltre vengono costantemente realizzate le opere di manutenzione necessarie, a seguito dell’impegno profuso dalla Regione dell’Umbria.

Quindi anche la Regione Lazio dovrebbe fare la sua parte.

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