70.000 morti ogni anno per arresto cardiaco: necessari più defibrillatori

In Italia circa 1 persona su 1000 ogni anno viene colpita da arresto cardiaco e soltanto il 2% di esse riescono a sopravvivere. Ciò è determinato dal tempo di intervento dei soccorritori che, mediamente, si aggira intorno ai 12-15 minuti.

Infatti per la persona colpita da arresto cardiaco, ogni minuto che passa è di vitale importanza: in soli sessanta secondi, infatti, si abbassano del 10% le sue possibilità di restare in vita. Dopo soltanto 5 minuti di tempo, le possibilità di salvezza scendono al 50%.

Di tale problematica ci si occupa in un articolo pubblicato su www.superabile.it.

In Italia le vittime di arresto cardiaco sono oltre 70.000 ogni anno e oltre l’80% dei decessi avviene lontano da ospedali e strutture sanitarie. In tal senso è significativo come nel 65% dei casi l’arresto cardiaco colpisca in presenza di testimoni e il 60% di questi eventi accada per strada.

Quindi risulta evidente l’importanza della presenza di defibrillatori sul territorio, che porta indubbi benefici sul fronte della sopravvivenza.

Le stime al riguardo affermano che in seguito della diffusione della defibrillazione precoce sul territorio e la formazione di un numero sempre maggiore di cittadini alle manovre di rianimazione cardio-polmonare (rcp), il tasso di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco può crescere in misura molto rilevante.

E dal prossimo mese di ottobre scatterà l’obbligo di dotazione dei defibrillatori per tutti gli impianti sportivi ove si pratichi attività fisica ad elevato impegno cardiocircolatorio e per gli stabilimenti balneari di molte regioni italiane.

Si tratta di apparecchi semi-automatici, che per essere utilizzati richiedono poche ore di formazione. Oltre ad acquistare un defibrillatore sarà infatti necessario formare al suo utilizzo il personale che si occuperà della gestione degli interventi “salvavita”.

Io credo però che sarebbe opportuno estendere la presenza di defibrillatori in altri luoghi delle nostre città e accrescere il numero di quanti, anche semplici cittadini, siano in grado, dopo un’adeguata formazione, di utilizzare nel modo dovuto i defibrillatori.

E’ un impegno che il maggior numero possibile dei Comuni dovrebbe assumersi, anche in seguito allo stanziamento di adeguati finanziamenti da parte di enti di livello superiore, dalle Regioni alle Amministrazioni dello Stato.

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