La minoranza del Pd ha un solo obiettivo: provare a cacciare Renzi

La minoranza del Pd, sebbene sempre più debole con il passar del tempo, non ha un programma alternativo a quello portato avanti da Renzi, come segretario del Pd e come presidente del Consiglio. I suoi comportamenti hanno un solo obiettivo: provare a cacciare Renzi o quanto a metterlo in difficoltà.

Questo atteggiamento della minoranza del Pd è risultato già evidente quando si doveva approvare la nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum, alla Camera.

Infatti le proposte di modifica erano minime, solo volte a rinviare, per l’approvazione definitiva, il progetto di riforma elettorale al Senato, dove la maggioranza a sostegno del governo Renzi è più debole.

Del resto l’Italicum recepiva, nel complesso, molte delle posizioni, assunte in passato, dalla gran parte degli esponenti della minoranza del Pd.

L’opposizione della minoranza al disegno di legge del governo di riforma della scuola ha la stessa motivazione, ben sapendo che gli insegnanti rappresentano una componente importante del bacino elettorale del Pd e, sostenendo la loro protesta, la minoranza del Pd punta a far ottenere al Pd di Renzi un risultato non soddisfacente alle ormai prossime elezioni regionali.

Questa volontà della minoranza a far ottenere al proprio partito un risultato elettorale non soddisfacente, sempre per creare problemi a Renzi il quale verrebbe additato come il responsabile di quel risultato, si manifesta anche nel sostegno al candidato alla presidenza della giunta regionale ligure, il civatiano Pastorino, il quale non ha alcuna possibilità di vittoria ma che potrebbe determinare la sconfitta della candidata del Pd, Raffaella Paita.

Ovviamente è legittimo criticare, anche duramente, Renzi, per gli atteggiamenti che assume e per i progetti che intende realizzare.

Ma opporsi sempre e comunque a Renzi, con il solo scopo di creargli problemi finalizzati alle sue dimissioni, non è legittimo, a mio avviso, per degli esponenti politici che si guardano bene dall’ uscire dal Pd, perché sanno di non avere un progetto alternativo che consenta loro, insieme ad altri, di dare vita ad un altro partito che possa ottenere un successo significativo.

Peraltro, io credo, tale comportamento della minoranza del Pd, se continuerà, tenderà a ridurre progressivamente i suoi consensi. E’ quindi un comportamento autolesionistico.

Ma non per questo non può non essere criticato duramente ed essere reso esplicito nel suo vero obiettivo.

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