Il sistema penitenziario è illegale

Il sistema penitenziario italiano, in seguito alla situazione di sovraffollamento che lo contraddistingue, e l’amministrazione della giustizia civile, penale e amministrativa, con il carico anticostituzionale di oltre 10 milioni di procedimenti pendenti, continuano a versare in condizioni di illegalità.

Tutto ciò viene sostenuto nella mozione della segretaria dei Radicali Italiani, Rita Bernardini, approvata dal comitato nazionale, nella riunione recentemente tenutasi a Roma.

Particolare attenzione viene attribuita nella mozione citata all’illegalità del sistema penitenziario.

Si può leggere infatti: “lo stato di illegalità del sistema penitenziario italiano è evidenziato non solo dal fatto che ben 58 carceri continuano ad avere un sovraffollamento che va dal 130 al 200% ma, soprattutto, dall’aver assunto i ‘3 metri quadrati’ a disposizione di ogni detenuto quale parametro di conformità all’esecuzione di una pena legale, in dispregio della sentenza Torreggiani;

dall’aver proceduto a vere e proprie ‘deportazioni’ della popolazione detenuta allontanando i reclusi dalle loro famiglie o da positivi – e rarissimi – percorsi di reinserimento sociale;

dalla mancata assicurazione delle cure sanitarie oltre che dai quasi inesistenti percorsi individualizzati di trattamento di lavoro e di studio;

per non parlare dei truffaldini rimedi preventivi e risarcitori voluti dalla sentenza Torreggiani e negati nei fatti alla quasi totalità dei carcerati che hanno subìto sistematicamente per anni trattamenti inumani e degradanti;

e, da ultimo, alla beffarda mancata chiusura degli Opg che continuano, nonostante i termini di legge, a detenere illegalmente internati che avrebbero dovuto essere destinati a ‘residenze’ sanitarie oggi pressoché inesistenti o non corrispondenti ai parametri di legge”.

E’ bene precisare che la sentenza Torreggiani è una sentenza emessa della Corte europea dei diritti dell’uomo, di Strasburgo, l’ 8 gennaio del 2013, con la quale si dichiarava la violazione da parte del nostro Paese dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che stabilisce il divieto di tortura, pene o trattamenti inumani o degradanti.

La sentenza è stata determinata dal grave sovraffollamento degli istituti penitenziari italiani, ne ha accertato il carattere strutturale e sistemico e ha intimato l’adozione di misure correttive entro un anno dal passaggio in giudicato della sentenza, e cioè entro il 28 maggio 2014, scadenza non rispettata.

Io ritengo quindi, in seguito a quanto denunciato dai Radicali Italiani, il Governo e il Parlamento debbano attivarsi davvero, e con provvedimenti realmente efficaci, affinchè la sentenza Torreggiani sia realmente rispettata e affinchè, pertanto, nelle carceri italiane vengano ripristinate le necessarie condizioni di legalità.

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