Forte aumento dei casi di cancro ai polmoni nelle donne

Secondo quanto rilevato nel rapporto Osservasalute, relativo al 2014, un’approfondita analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle regioni italiane, realizzato dall’Università Cattolica di Roma, tra il 2000 e il 2013 si è verificato un notevole aumento, il 18%, dei casi di cancro ai polmoni nelle donne. Il fenomeno è legato agli effetti del fumo tra le donne che hanno iniziato a fumare negli anni’70. L’incidenza sugli uomini è invece in calo, per la progressiva diminuzione dei fumatori maschi.

I dati forniti nel rapporto sono molti e di notevole interesse.

In questo post mi limito ad esaminare quelli riguardanti la diffusione dei tumori.

Sono aumentati soprattutto i tumori prevenibili.

Infatti, se l’aumento della prevalenza di malattie croniche, legata all’invecchiamento della popolazione, è una prospettiva futura, assai allarmante è il quadro odierno proposto dal rapporto che riferisce di un preoccupante aumento dei nuovi casi di tumori prevenibili.

Tra le donne, i nuovi casi di tumore al polmone, tra il 2003 e il 2013, sono aumentati del 17,7% (tra gli uomini l’incidenza si riduce del 23,3% nello stesso periodo), e i nuovi casi di tumore alla mammella hanno registrato un incremento del 10,5%.

Tra gli uomini l’incidenza del tumore al colon retto, nello stesso periodo, è aumentata del 6,5%.

L’aumento dei casi di tumore al polmone tra le donne è imputabile al fatto che cominciamo a manifestarsi gli effetti del fumo sul sesso femminile, ovvero si ammalano le donne che hanno iniziato a fumare negli anni ’70.

Questi sono segnali molto preoccupanti che testimoniano con forza l’esigenza di investire in prevenzione, soprattutto se si considera che, laddove questa attività è stata svolta si sono ottenuti risultati molto positivi. Infatti, il numero di nuovi casi del tumore alla cervice uterina, nel decennio considerato, è risultato essere in forte diminuzione (-33,3%).

Il ritardo del nostro Paese su questo fronte e il deficit di risorse destinate alla prevenzione rischiano di far vacillare la salute degli italiani.

Pertanto mi sembra evidente che sia indispensabile accrescere considerevolmente le risorse finanziarie destinate alla prevenzione dei tumori.

Almeno in questo caso non hanno alcuna validità le giuste preoccupazioni circa la necessità di contenere il disavanzo delle pubbliche amministrazioni.

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