Il presidente dell’Anas Ciucci come Incalza?

Pietro Ciucci è attualmente presidente e amministratore delegato dell’Anas. Fino all’estate del 2013 è stato anche direttore generale. Uno e trino. E’ ai vertici dell’Anas dal 2006. Dal 1987 è entrato nell’Iri, ricoprendo diversi incarichi. In precedenza è stato alle dipendenze per circa 20 anni della società Autostrade.

Quindi Ciucci è stato ed è un vero “boiardo” di Stato, secondo la felice denominazione creata da Scalfari e Turani, in un libro che ebbe molto successo.

E ai vertici dell’Anas Ciucci è stato alle “dipendenze” di vari governi, di segno politico diverso.

Da molti anni è il vero e proprio “dominus” dell’Anas. Ha concentrato su di sé poteri molto ampi, proprio perché per un certo periodo è stato contemporaneamente presidente, amministratore delegato e direttore generale.

Non credo proprio che ci sia stato in passato un dirigente pubblico che abbia ricoperto contemporaneamente tutti e tre gli incarichi.

Nelle società private, ma anche in quelle pubbliche, generalmente, tre persone diverse ricoprono quegli incarichi. Talvolta un solo dirigente è sia amministratore delegato che direttore generale.

Ciucci invece è riuscito a ottenere quello che altri non hanno ottenuto e ciò ha comportato, ovviamente, anche un aumento considerevole della sua remunerazione complessiva.

Inoltre, e questo è veramente scandaloso, Ciucci quando ha deciso di licenziare se stesso dall’incarico di direttore generale, poiché non si è dato il necessario preavviso, ha ricevuto dall’Anas una buonuscita pari a oltre 1 milione e 800.000 euro.

Se ci fosse stato il preavviso la sua buonuscita sarebbe stata inferiore, di circa 800.000 euro. Bazzecole…

A parte questo, Ciucci continua a fare il brutto e il cattivo tempo, ai vertici dell’Anas.

Quindi per il ruolo che da anni ha svolto, e che svolge anche ora, all’interno dell’Anas, Ciucci può essere messo sullo stesso piano di Ercole Incalza il quale, per molti anni e sotto vari governi, è stato il “dominus” incontrastato del ministero dei Trasporti.

Staremo a vedere se, come avvenuto nel caso di Incalza, anche Ciucci sarà indagato per eventuali comportamenti illeciti da lui realizzati.

Al di la di questo, sarebbe necessario, considerando anche che ha quasi raggiunto i 65 anni di età, sostituire Ciucci e nominare ai vertici dell’Anas persone più giovani, anche esterne all’azienda.

Fino ad ora nemmeno Renzi che ha cambiato diversi dirigenti pubblici, ai massimi livelli di enti e società, ci è riuscito.

Ci riuscirà nei prossimi mesi? O Ciucci è davvero inamovibile?

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