“Amo” i miei gatti. E’ vero “amore”?

Io ho due gatti, un maschio e una femmina. Una terza è morta da pochi mesi. Io penso di “amare” i miei gatti. Ho quindi un rapporto molto stretto con loro. Ma è vero “amore”?

Prima di conoscere mia moglie, che purtroppo è morta nel 2009, ero del tutto indifferente nei confronti dei gatti e degli altri animali domestici.

Cinzia mi ha insegnato a conoscere i gatti e ad instaurare con loro, con i miei gatti prevalentemente, un rapporto che, da molti anni ormai, è molto stretto.

Gli altri gatti non mi lasciano indifferenti.

Però il rapporto che ho instaurato con i miei gatti è tutt’altra cosa.

Tale rapporto, lo riconosco, si è accresciuto dopo la morte di mia moglie, e dopo che la figlia di mia moglie, che vive con me, ha deciso di frequentare l’università a Padova, così che torna a casa a Pasqua, un mese in estate e a Natale.

Considerando che fino ad ora non sono riuscito ad instaurare un nuovo rapporto affettivo, stabile e duraturo, con un’altra donna – peraltro se qualche donna intendesse provare a conoscermi meglio può inviarmi un messaggio tramite facebook o anche twitter tenendo anche conto che i miei gatti non sono affatto gelosi -, mi sono posto una domanda: ma è vero “amore” quello che mi lega ai miei gatti?

E credo che sia una domanda che possa interessare molti, non solo il sottoscritto.

Infatti il rapporto che ci lega ai gatti e agli altri animali domestici non deriva anche dalla solitudine, soprattutto affettiva, che ci può contraddistinguere?

Peraltro, si sostiene, è notevolmente cresciuto il numero di umani che hanno, in casa, un animale domestico.

Tale fenomeno dipende anche dal fatto che siamo diventati più soli, nonostante il notevole uso dei social network?

Devo ammettere che non so rispondere a questa domanda. E voi?

Ma è certo che sono molto contento di stare con i miei gatti, di provare il sentimento che provo nei loro confronti.

Peraltro i miei gatti sono un po’ dei gatti-cani. Infatti, quanto meno quando sono a casa, pur avendo a disposizione un’ampia terrazza e alcuni giardini vicini ad essa, preferiscono stare, quasi sempre, con me.

Anche loro mi “amano”, credo.

Confesso che con il mio gattino disabile, il più piccolo, spesso mi addormento la sera, insieme, con lui sotto le coperte.

Faccio male? Non credo proprio.

Però non ho iniziato a mangiare croccantini. Per ora.

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