L’ostruzionismo non può bloccare il Parlamento

L’ostruzionismo ovviamente è legittimo. E’ uno strumento a tutela delle minoranze. Ma l’ostruzionismo non può determinare il blocco assoluto dei lavori del Parlamento, anche nel caso in cui siano in corso di approvazione progetti di riforma costituzionale.

Scrivo questo post, in seguito a quanto avvenuto alla Camera, in occasione dell’approvazione del progetto di riforma costituzionale, sostenuto dal governo.

Infatti le procedure previste nel caso in cui si intenda modificare la Costituzione tutelano ampiamente le minoranze che, eventualmente, si oppongono ai cambiamenti proposti dalla maggioranza.

Sono procedure ben note, per la verità. Ma, evidentemente, molti parlamentari o non le conoscono e se le sono dimenticate o fanno finta di non conoscerle o di averle dimenticate.

Innanzitutto le modifiche costituzionali devono essere approvate con la maggioranza assoluta, cioè con la maggioranza di tutti i parlamentari, siano o no presenti in aula. E già questa è una prima garanzia per le minoranze.

Poi, devono essere approvate, con lo stesso testo, due volte da ciascun ramo del Parlamento.

Inoltre è prevista la possibilità che si tenga un referendum popolare, definito confermativo, per verificare se gli elettori siano a favore oppure no alle modifiche approvate dal Parlamento. E il risultato del referendum è valido, qualunque sia la percentuale degli elettori che si recano alle urne, diversamente dai referendum abrogativi di una legge normale, per i quali è necessaria la partecipazione al voto della metà più uno degli elettori.

In un solo caso il referendum confermativo non si può svolgere, se in seconda lettura il progetto di riforma costituzionale è approvato dai due terzi dei parlamentari, quindi da un maggioranza qualificata.

Peraltro, nel caso in esame, il governo ha dichiarato più volte che intende andare comunque al referendum confermativo.

E allora?

Non vengono quindi tutelate le minoranze, in modo tale che sia giustificato un ostruzionismo che blocchi i lavori del Parlamento?

In realtà sono ampiamente tutelate e quindi non poteva essere accettato un ostruzionismo volto a impedire al Parlamento di approvare il progetto di riforma costituzionale, sostenuto dal governo Renzi.

E non si può affatto sostenere che con il progetto di riforma costituzionale si stravolga la nostra Costituzione, in quanto gli elementi fondamentali del progetto sono rappresentati solamente da un cambiamento delle modalità di elezione dei senatori, i quali non saranno più eletti direttamente dagli elettori, e da una notevole riduzione delle funzioni attribuite al Senato.

Un assetto simile esiste in diversi Paesi e in diversi Paesi non esiste nemmeno una seconda Camera.

E invece parte delle minoranze si sono comportate come se da parte della maggioranza e da parte del governo Renzi fosse in atto un vero e proprio colpo di stato.

Pura follia.

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