Salvini è ovunque, in cielo, in terra e in ogni luogo…

Matteo Salvini, l’attuale leader, ormai incontrastato, della Lega, anche in seguito agli assassini compiuti dagli estremisti islamici in Francia, ma non solo, in queste ultime settimane, è ovunque, nei mass media televisivi, tant’è che sembra possedere il dono dell’ubiquità che, generalmente, gli umani, non dovrebbero avere. E io non sopporto proprio questa sua straripante presenza, anche se ho uno strumento eccezionale a disposizione. Come si diceva una volta, appena vedo Salvini, cambio canale.

A parte questa mia avversione personale, lo ammetto, totale nei confronti di Salvini, superata solamente dalla visione del suo compagno di partito Borghezio, questa sua ubiquità può essere utilizzata per formulare alcune, brevi non temete, considerazioni di natura politica.

Prima considerazione, Salvini è ormai il leader incontrastato della Lega, il quale è riuscito, purtroppo, a far superare alla Lega stessa la grave crisi a cui l’aveva portata soprattutto il cosiddetto “cerchio magico” che attorniava Bossi, di cui peraltro non si sente più parlare.

Seconda considerazione, Salvini si avvantaggia dell’assenza di altri veri leader del centrodestra.

Che Alfano possa essere un leader è una contraddizione in termini. Un partito-movimento come Forza Italia meriterebbe un vero leader, ma ancora si affida a un Berlusconi, azzoppato, non tanto dalle condanne penali, ma dall’età e dalle sconfitte elettorali. La Meloni è stata ridimensionata dall’indagine “Mafia Capitale”, nella quale sono rimasti coinvolti Alemanno, in primo luogo, che si era avvicinato  ultimamente a “Fratelli d’Italia”, ed ex camerati anch’essi non lontani dal movimento guidato dalla giovane Giorgia che, comunque, potrebbe essere una leader regionale, laziale, e non certo nazionale, per le sue evidenti carattteristiche.

Terza considerazione, Salvini ha scelto la strategia giusta, o meglio la strategia che consente a lui e alla Lega di acquisire nuovi consensi.

Ha abbandonato lo “scissionismo” del Nord nei confronti del Sud – ormai nessuno della Lega tra l’altro parla più di federalismo – e cavalca due “somari”, però in Italia e in Europa, apparentemente almeno, vincenti: la paura degli immigrati extracomunitari, gestita peraltro con toni meno forti rispetto al passato (insomma Salvini appare diverso da Borghezio) e la paura della crisi economica, attribuita esclusivamente alla scelta di adottare l’euro.

Entrambi i temi sono appunto dei “somari”, non dei veri cavali di battaglia, in quanto sono paure ingiustificate almeno nel modo in cui vengono affrontate da Salvini e compagnia.

L’immigrazione di extracomunitari va sì gestita meglio, ed è stato un limite di larga parte della sinistra di aver sottovalutato i problemi oggettivi che essa ha comportato, e l’Unione europea dovrebbe trasformarsi radicalmente, ma l’uscita dall’euro rappresenterebbe un rimedio peggiore del male.

Ma tant’è…

La Lega di Salvini, insomma, si sta avvicinando a grani passi, ad altri movimenti politici, che assumono connotazioni  simili e i cui consensi stanno crescendo in misura consistente, in altri Paesi europei, in primo luogo in Francia, con il Fronte nazionale, capeggiato da Marine Le Pen.

Questo ruolo di Salvini e della Lega rappresenta, oggettivamente, un problema per il sistema politico italiano.

Non perché il centrodestra, eventualmente  guidato da Salvini, può ambire ad andare al governo, adottando in questo modo politiche completamente sbagliate rispetto ai veri problemi dell’Italia.

Ma perché, fino a che permarrà questa situazione, il centrodestra non sarà in condizione di andare al governo e non rappresenterà una valida alternativa al centrosinistra guidato da Matteo Renzi.

Insomma Salvini sta facendo un grande favore all’altro Matteo, Renzi, ma il centrodestra non sta facendo un favore all’Italia.

Infatti in un sistema politico che, auspicabilmente, sarà sempre più suddiviso in due grandi parti, il centrosinistra e il centrodestra, più altri piccoli movimenti, necessari per consentire un’adeguata rappresentanza a livello elettorale anche di componenti minoritarie della società italiana,  ma non per governare, se una parte, il centrodestra in questo caso, ma potrebbe anche avvenire il contrario, non costituisce una valida alternativa all’altra parte, il sistema non funziona bene, in quanto solo se l’opposizione rappresenta una reale alternativa alla maggioranza, quest’ultima potrebbe governare nel miglior modo possibile, nel timore che, alle prossime elezioni, l’opposizione possa diventare maggioranza.

Infatti la concorrenza non è solo l’anima del commercio, ma dovrebbe essere anche l’anima della politica…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: