Cooperative sociali: sfruttamento e appalti senza gare?

Nelle ultime settimane le cooperative sociali sono state oggetto di notevole attenzione perché, soprattutto tramite di esse, sono stati compiuti  i reati ricompresi nell’indagine denominata “Mafia capitale”. Ma anche quando non si verificano reati penali, spesso le cooperative sociali sono sotto accusa, per casi di sfruttamento dei lavoratori e per la possibilità che gli appalti di servizi pubblici siano concessi senza l’effettuazione di gare.

Le critiche alle cooperative sociali sono fondate?

Innanzitutto è opportuno comprendere che cosa sono le cooperative sociali.

Sono delle cooperative che hanno delle specifiche caratteristiche. Possono essere di tipo A o di tipo B.

Alle prime compete la gestione di servizi sanitari socio-sanitari ed educativi e alle seconde lo svolgimento di attività diverse – agricole, industriali, commerciali o di servizi – finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Le cooperative sociali hanno avuto un notevole sviluppo soprattutto negli ultimi anni, quando gli enti locali, soprattutto i Comuni, avendo sempre maggiori difficoltà finanziarie, sono stati costretti o hanno deciso autonomamente di affidare all’esterno alcuni servizi.

E spesso tali servizi sono stati affidati a cooperative sociali, consentendo all’ente affidatario un notevole risparmio nei costi da sostenere.

Ed è avvenuto anche che, per servizi di importo limitato, essi siano stati affidati a cooperative sociali senza l’effettuazione di alcuna gara, attribuendo quindi agli enti locali una notevole discrezionalità nella scelta dei soggetti che dovevano erogare i servizi.

E tale discrezionalità, oltre a danneggiare il principio della libera concorrenza fra le aziende, ha agevolato il pagamento, da parte dei responsabili delle cooperative, di somme, illecitamente corrisposte, a funzionari o ad amministratori locali per poter ottenere l’erogazione di determinati servizi.

Ma sia quando sono state effettuate gare regolari, o quando tali gare non si sono tenute, spesso le cooperative sociali sono state accusate di sfruttare i lavoratori, quasi sempre soci, perché sono stati versati loro compensi troppo bassi, perché si sono avvalsi di una flessibilità del lavoro eccessiva come eccessive sono le ore di lavoro svolte.

E’ bene precisare che vi sono cooperative sociali che non hanno operato e che non operano nelle forme citate.

Ma, è bene ribadirlo, ce ne sono molte che operano in quel modo.

Quindi, per rispondere alla domanda iniziale, le critiche a una parte consistente delle cooperative sociali sono fondate.

Sarebbe pertanto necessario che gli enti locali che affidano certi servizi alle cooperative sociali non si occupino solo della qualità di tali servizi, ammesso che lo facciano,  e dei costi economici che devono sopportare, ma anche delle condizioni dei lavoratori utilizzati dalle cooperative e della regolarità delle procedure seguite.

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