Come iniziare bene il 2015? Sostenendo Save the Children

Molti di noi cercano di iniziare il nuovo anno nel modo migliore. Una possibilità: sostenere Save the Children, un’associazione chedal 1919 lotta per i diritti dei bambini e per migliorare le loro condizioni di vita in tutto il mondo. L’importo necessario può essere piuttosto basso: ad esempio versando 9 euro al mese si può assicurare in Etiopia un trattamento di vitamina A a 480 bambini per un anno intero.

Ed io ho deciso di fare questo.

Per chi ha maggiori disponibilità economiche sono possibili altre alternative.

Con 15 euro al mese si può fornire tutto il materiale necessario per frequentare la prima elementare a 36 bambini della Costa d’Avorio.

Con 30 euro al mese si può garantire la formazione di una levatrice in Nepal che in un anno potrà assistere circa 100 parti salvando la vita di mamme e bambini.

Il sostegno a questa associazione può assumere anche altre forme. Per individuarle si può visitare il sito web www.savethechildren.it.

E’ opportuno sostenere Save the Children?

Io credo proprio di sì.

Per arrivare a questa conclusione ritengo che sia sufficiente leggere quanto scritto, sempre nel sito web citato:

“Save the Children è la più importante organizzazione internazionale indipendente dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuovere i loro diritti, subito e ovunque, con coraggio, passione, efficacia e competenza.

Nata nel 1919, opera in 119 paesi del mondo con programmi di salute, risposta alle emergenze, educazione e protezione dei bambini dagli abusi e dallo sfruttamento.

Save the Children International è una Ong (Organizzazione non governativa) con status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite (Ecosoc).

Save the Children Italia è stata costituita alla fine del 1998 come Onlus (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale) ed ha iniziato le sue attività nel 1999. Oggi è una Ong (Organizzazione non governativa) riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri. Porta avanti attività e progetti rivolti sia ai bambini e alle bambine dei cosiddetti paesi in via di sviluppo che a quelli che vivono sul territorio italiano”.

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