In forte crescita le nigeriane destinate alla schiavitù

La sede di Roma dell’Oim (organizzazione internazionale delle migrazioni), in una nota, pur rilevando una riduzione degli arrivi via mare di stranieri in Italia, denuncia la crescente presenza di donne potenziali vittime di tratta, soprattutto provenienti dalla Nigeria.

Secondo l’Oim ad ottobre si è registrato una diminuzione degli arrivi di circa il 40% rispetto al mese precedente.

E i  Siriani sono sempre la nazionalità più rappresentata (36.351), seguiti da Eritrei (33.872), Maliani (8.899), Nigeriani (8.031) Gambiani (6.787), Palestinesi (5.044) e Somali (4.965). Da sottolineare come il flusso di Palestinesi, arrivati in 1.000 fino al mese di giugno, sia cominciato ad aumentare solo a partire dall’estate.

Ma, afferma Federico Soda, capo missione dell’Oim in Italia, ““Nel 2014 sono giunte in Italia 16.839 donne, mentre nello stesso periodo del 2013 furono 5.163.

Abbiamo notato in particolare un rilevante aumento di giovani ragazze provenienti dalla Nigeria: 1.290, circa il 300% in più rispetto alle 392 arrivate l’anno scorso.”

Gli operatori dell’Oim tentano di intervistare il maggior numero possibile di stranieri che arrivano via mare in Italie e sostengono che molte delle donne intervistate confermano di essere state fatte arrivare in Italia a scopo di sfruttamento sessuale. In alcuni casi, le loro denunce hanno potuto portare all’arresto degli sfruttatori.

Soda specifica come molte donne siano originarie dello stato nigeriano di Edo, dove vengono adescate con la promessa di trovare un lavoro in Italia.

“Ben presto le ragazze capiscono di essere state ingannate: durante il viaggio si ritrovano in una condizione di semi-schiavitù: vengono spesso violentate e sono obbligate a prostituirsi. Sono costrette di frequente a lavorare in bordelli in Libia e poi inviate in Italia dai loro aguzzini.

Molte di loro, prima di partire, devono sottoporsi a una cerimonia vooddo, nel corso della quale devono giurare di restituire i soldi ‘offerti’ per il viaggio. Purtroppo, a causa di questa manipolazione psicologica, diventa a volte complicato far capire loro come sia possibile liberarsi da questo debito e dagli sfruttatori.”

L’incremento così consistente delle donne nigeriane, la gran parte destinate alla prostituzione in una situazione di vera e propria schiavitù, dovrebbe essere considerata molto preoccupante dalle autorità italiane.

E non si può lasciare solo alle organizzazioni non profit il compito di affrontare il problema e di tentare di cambiare il destino di queste donne.

Ma le autorità italiane vogliono e possono impegnarsi a fondo per risolvere tali problematiche? Lo dovrebbero fare, ma credo che la loro azione, purtroppo, sia del tutto insufficiente.

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