Mille gli italiani che vorrebbero suicidarsi come Brittany

Ogni anno mille italiani si suicidano perché colpiti da una malattia allo stadio terminale. Vorrebbero quindi fare quello che è stato consentito a Brittany Maynard, malata terminale di tumore al cervello, in Oregon. Ma in Italia ciò non è possibile, purtroppo.

I dati li fornisce l’Istat, riguardo al numero di italiani che si suicidano ogni anno per evitare di essere costretti a sopportare sofferenze talvolta atroci.

Se ne occupa di questa situazione Laura Eudati, in un articolo pubblicato su Huffington Post Italia.

“E così, come viene denunciato da tempo anche dagli istituti di statistica, nella Penisola proliferano le eutanasie sottaciute, illegali, spesso praticate dai medici che in accordo con i famigliari sospendono le cure, interrompono la ventilazione meccanica oppure l’alimentazione”.

Mina Welby ha dichiarato a tale proposito: “Un malato arriva a chiedere l’eutanasia perché non accetta di morire lentamente, oppure non vuole affrontare la sofferenza. Ci sono persone che potrebbero sentire meno dolore grazie alle cure palliative, eppure non tollerano la prospettiva di peggiorare giorno dopo giorno.

Ecco perché in molti Stati è possibile richiedere l’eutanasia, o il suicidio assistito, nel caso di malattia inguaribile che prevede forti sofferenze terminali non arginabili. Brittany Maynard ha fatto questa scelta, impossibile in Italia”.

Continua Laura Eudati: “Perché i casi sono molteplici: malati terminali, malati con morbi neurodegenerativi, malati ormai incoscienti come Eluana Englaro, malati lucidi e ancora capaci di camminare e di scegliere.

A tutte queste declinazioni della sofferenza finale cerca di dare una rispostala proposta di legge di iniziativa popolare depositata in Parlamento dall’associazione Luca Coscioni, che aprirebbe la porta al testamento biologico, al suicidio assistito e all’eutanasia propriamente detta. Una questione che i parlamentari – anche quelli più progressisti – evitano come la peste”.

E in rappresentanza dell’associazione Luca Coscioni Matteo Mainardi e Marco Cappato hanno rilevato: “Brittany Maynard, la ventinovenne americana malata di cancro che aveva annunciato al mondo l’intenzione di volersi sottoporre al suicidio assistito, sabato è morta facendo del suo ultimo gesto un atto politico. Come fu per Piergiorgio Welby in Italia nel 2006, anche Brittany ha incarnato dall’Oregon il motto dell’associazione Luca Coscioni: “dal corpo del malato al cuore della politica”.

Noi oggi raccogliamo il suo testamento politico: “devo sperare che il dolore che stiamo vivendo abbia uno scopo più grande, spero porti un cambiamento profondo nel nostro Paese; lascio tutto questo nelle vostre mani”.

.Io spero che quanto prima sia esaminato in Parlamento il progetto di iniziativa popolare citato e auspico che sia legalizzata anche in Italia l’eutanasia.

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