Ma quale dittatura? Ma quale colpo di stato?

In seguito alla volontà della maggioranza che sostiene l’attuale governo di procedere con decisione all’approvazione della riforma del Senato e di una nuova legge elettorale, soprattutto gli aderenti e i parlamentari del movimento 5 Stelle, ma non solo loro, sostengono che attualmente in Italia c’è una dittatura, che si sta procedendo addirittura a un colpo di stato. Altri, un poco più moderati, si limitano a rilevare che ormai c’è un regime autoritario. E’ vero quanto pensano, o affermano di pensare, costoro?

Io credo che sia falso, del tutto falso.

Forse quanti sostengono ciò che ho scritto all’inizio non sanno bene che cosa sono davvero le dittature e i colpi di stato.

In Italia nel corso del Novecento c’è stato un vero colpo di stato e una vera dittatura, nel periodo fascista ovviamente.

Sarebbe sufficiente fare un confronto tra quanto avvenuto allora e quando avviene adesso per concludere che attualmente in Italia c’è una vera democrazia, e che non si può nemmeno parlare di deriva autoritaria.

Se si esamina sia la riforma del Senato che la nuova legge elettorale, promosse soprattutto dal Pd di Renzi ma non solo da esso, si può rilevare senza ombra di dubbio che in entrambi i casi non si tende a restringere gli spazi di democrazia.

Gli obiettivi sono altri.

Migliorare il funzionamento del Parlamento, eliminando il bicameralismo perfetto tramite la riduzione dei poteri del Senato (si consideri poi che in molti altri Paesi i membri del Senato non sono eletti direttamente dal popolo e quindi quanto si propone per l’Italia non è affatto una novità senza precedenti).

Garantire il formarsi di maggioranze stabili e che si costituiscano appena dopo lo svolgimento delle elezioni, grazie alla nuova legge elettorale.

E se si fa riferimento poi alla decisione presa in Senato di “contingentare” i tempi della discussione del progetto di riforma relativo a questo ramo del Parlamento, anche in questo caso non si può parlare affatto di dittatura, di colpo di stato, ma si tratta solo della necessità di impedire alle minoranze, tramite un eccessivo ostruzionismo, manifestatosi nella presentazione di migliaia di emendamenti, di bloccare l’azione della maggioranza e conseguentemente le attività del Senato.

Una delle caratteristiche fondamentali delle democrazie è rappresentata dal fatto che alle maggioranze va consentito di governare e alle minoranze di opporsi senza però impedire l’azione delle maggioranze. Le minoranze poi si devono proporre di fare in modo che alle prime elezioni che si terranno diventino maggioranze.

A me queste considerazioni sembrano del tutto logiche e ampiamente condivisibili.

Per questo penso che gran parte di coloro che le rifiutano e parlano appunto di dittatura, colpo di stato, deriva autoritaria, sanno che quanto sostengono non è vero. La loro è solo un’operazione politica finalizzata ad acquisire maggiori consensi. E io credo che anche in questo loro obiettivo si sbaglino.

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