In Italia per la sanità si spendono 275 dollari in meno degli altri Paesi

Il livello assunto dalla spesa sanitaria, in Italia, è spesso considerato eccessivo. Soprattutto sotto accusa la spesa pubblica. Ma, se si considerano i confronti effettuati dall’Ocse tra la situazione che contraddistingue i diversi Paesi aderenti, la realtà che emerge è notevolmente diversa.

L’Ocse considera i valori di spesa sanitaria pro capite in dollari americani a parità di potere d’acquisto.

L’anno di riferimento è il 2012.

L’Italia fa registrare una spesa di 3.209 dollari, a fronte di un media Ocse di 3.484.

Il valore della spesa sanitaria, calcolato in questo modo, attribuibile al nostro Paese, risulta inferiore ai valori registrati negli Usa e in molti Paesi europei come Olanda, Francia, Svizzera e Germania.

Se si considera il rapporto tra la spesa sanitaria e il Pil, in Italia tale rapporto assume un valore, il 9,2%, molto vicino al valore medio dei paesi Ocse (9,3%), ma considerevolmente più basso dei valori attribuibili ad altri Paesi come gli Usa (17,7%), l’Olanda (11,8%), la Francia (11,6%), la Svizzera (l’11,4%) e la Germania (l’11,3%).

Il settore pubblico è la principale fonte di finanziamento della sanità in quasi tutti i paesi dell’Ocse. In  Italia, il 77% della spesa sanitaria è stato finanziato da fonti pubbliche nel 2012, un tasso superiore  alla media Ocse (72%).   Come in molti altri paesi europei, la spesa sanitaria in Italia è diminuita negli ultimi anni, in seguito alla necessità di ridurre il disavanzo del bilancio pubblico.

Questi dati forniti dall’Ocse confermano quanto evidenziato da altri dati relativi ad anni precedenti, provenienti da altre fonti.

In Italia la spesa sanitaria non è troppo elevata rispetto a quanto si verifica in altri Paesi sviluppati.

Molto probabilmente, nel nostro Paese, sono maggiori gli sprechi.

Quindi, se si ritiene necessario ridurre la spesa sanitaria pubblica, per i problemi del bilancio statale, occorre però abbandonare la strada dei tagli lineari.

Vanno eliminati gli sprechi, va effettuata realmente una politica di “spending review”, una politica di revisione della spesa pubblica sanitaria.

Se ne parla frequentemente ma i risultati sono molto scarsi.

Pertanto una domanda diventa inevitabile: sarà mai attuata in Italia una politica di quella natura, per la spesa sanitaria pubblica ma anche per altri settori?

Difficile rispondere.

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