Anche gli italiani diventano assassini

Nei giorni scorsi alcuni efferati fatti di cronaca hanno suscitato notevole attenzione da parte dei mass media e anche da parte degli utilizzatori di questi strumenti di informazione. Dal fermo del presunto assassino di Yara, alla strage familiare compiuta dal marito che ha ucciso la moglie e i loro due bambini, e al comportamento del “folle” che ha accoltellato a Milano tre persone di cui uno è morto. Ebbene tutti e tre gli uomini coinvolti in queste vicende sono italiani.

Perché questa sottolineatura da parte mia?

Perché generalmente quando vengono compiuti omicidi, in questo periodo, in Italia, si pensa subito, almeno inizialmente, che siano degli immigrati, degli stranieri quindi, i colpevoli.

Come del resto anche l’aumento dei furti che si è verificato negli ultimi anni, prevalentemente nel centro-nord, viene addebitato anch’esso agli immigrati.

E invece no, ci sono anche assassini e rapinatori italiani.

Sembra una banalità, ma non lo è per una parte consistente di noi.

Certamente compiono delitti più o meno violenti anche gli stranieri che vivono in Italia. Ma non solo loro, anche gli italiani ne sono responsabili.

Se ci fossero a disposizione statistiche attendibili, credo che si arriverebbe a concludere che, più o meno, è la stessa la percentuale di persone che “delinquono” sul totale della popolazione sia per gli italiani che per gli stranieri.

Invece la percezione che noi italiani spesso abbiamo è diversa, molto diversa.

Riteniamo che i problemi di sicurezza, che senza dubbio esistono nelle città italiane, siano principalmente attribuibili agli stranieri.

I problemi relativi alla sicurezza non devono essere sottovalutati, devono essere affrontati con le misure più opportune, nel modo necessario, con impegno e anche con interventi “forti” laddove quei problemi sono in notevole crescita e assumono maggiore rilievo.

Però per affrontare, adeguatamente, quei problemi occorre conoscerli davvero, individuarne le cause e non cedere a degli stereotipi che spesso vengono diffusi ad arte da alcuni movimenti politici che proprio su di essi tentano di basare le loro fortune elettorali.

Altrimenti si corre il rischio che i problemi in questione non siano affrontati nel modo migliore e non possano quindi diminuire.

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