260.000 minori con meno di 16 anni coinvolti nel lavoro minorile

In Italia sono circa 260.000 i minori con meno di 16 anni  che lavorano. Il 7% della popolazione in quella fascia di età, 1 minore su 20. Sono molti, troppi, anche perché una percentuale elevata di loro hanno lavorato addirittura 11-12 anni e in condizione di grande sfruttamento e pericolo.

Questi sono alcuni dei dati preliminari del rapporto “Lavori ingiusti: indagine sul lavoro minorile e il circuito della giustizia penale”, realizzato da Save the Children.

Nell’ambito di questo rapporto sono stati interpellati tutti i ragazzi e le ragazze che si trovano negli istituti penitenziari minorili, nelle comunità di accoglienza penale e nelle comunità ministeriali, oltre a un numero significativo di ragazzi in carico all’ufficio di servizio sociale minorile.

Il 66% di questi minori hanno svolto attività lavorative prima dei 16 anni.

Nel 73% dei casi sono giovani italiani mentre il restante 27% è costituito da stranieri, in genere proveniente dalla Romania, dall’Albani e dall’Africa del nord.

Nel 66% dei casi i minori hanno lavorato da giovanissimi per far fronte alle proprie spese personali, tuttavia più del 40% ha affermato di aver lavorato per aiutare la propria famiglia.

La ristorazione (21%), la vendita (17%), l’edilizia (11%), l’agricoltura (10%), sono i principali settori dove hanno lavorato i ragazzi intervistati.

Quindi si può sostenere che esista un circolo vizioso che parte dall’abbandono scolastico, passa per lo sfruttamento lavorativo fino ad arrivare al coinvolgimento nelle reti della criminalità.

Questi dati sono pertanto molto preoccupanti, ma sono poco conosciuti e comunque ampiamente sottovalutati.

Di conseguenza la situazione del lavoro minorile dovrebbe essere oggetto di una maggiore attenzione.

E soprattutto dovrebbero essere attuati interventi più efficaci e più estesi per contrastare il fenomeno, prevalentemente di natura preventiva.

Giustamente, secondo Save the Childrenm sarebbe necessario adottare un piano nazionale sul lavoro minorile che preveda da un lato la creazione di un sistema di monitoraggio regolare del fenomeno e dall’altro le azioni da svolgere per intervenire efficacemente sulla prevenzione e sul contrasto del lavoro illegale, e in particolare delle peggiori forme di lavoro minorile.

E, ovviamente, per l’attuazione di un piano di questa natura, devono essere destinate le risorse finanziarie pubbliche adeguate che, in questo caso, non rappresenterebbero affatto uno spreco, anche in presenza dei noti problemi del nostro bilancio pubblico, ma un vero e proprio investimento per il futuro dei giovani italiani.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: