Scuola, più importante dove si insegna o cosa insegna?

Spesso si sostiene l’importanza del sistema formativo per promuovere lo sviluppo economico e la distanza che separa il livello, qualitativo e quantitativo, dell’istruzione in Italia rispetto a quello che caratterizza molti altri Paesi. E si rileva la necessità che siano introdotte notevoli modifiche di quel sistema per migliorare il livello dell’istruzione della popolazione italiane e nel contempo per accelerare il processo di sviluppo economico. In realtà, recenti dati forniti dal Censis, potrebbero indurre e considerare molto più rilevanti le condizioni in cui si trovano gli istituti scolastici rispetto a come e cosa si insegna all’interno di essi.

Infatti nell’ultimo numero del “diario della  transizione” del Censis emerge una realtà preoccupante e sorprendente: degli oltre 41.000 edifici scolastici italiani, in più della metà – 24.000 cioè il 58,5% – gli impianti elettrici, idraulici, termici non funzionano, sono insufficienti o non sono a norma, mentre sono 9.000 le strutture con gli intonaci a pezzi.

In 7.200 edifici occorrerebbe rifare tetti e coperture e sono 3.600 gli istituti, frequentati da 580.000 studenti, che hanno bisogno di interventi sulle strutture portanti e 2.000 quelli che espongono i loro 342.000 alunni all’amianto.

Gli edifici sono anche, generalmente, molto vecchi: più del 15% è stato costruito prima del 1945, la stessa percentuale tra il 1945 e il 1960, il 44% risale al ventennio 1961-1980 e solo un quarto è stato costruito dopo il 1980.

Tenendo in considerazione questi dati si può concludere che i principali problemi che contraddistinguono la scuola italiana sono problemi di sicurezza per gli studenti che la frequentano.

Gli altri problemi, necessariamente, non possono che venire dopo.

Quindi è difficile che il sistema scolastico italiano possa essere modificato per  migliorare il livello qualitativo e quantitativo dell’istruzione, se la situazione che caratterizza gran parte degli edifici è quella appena descritta.

Può essere una provocazione, ma fino a un certo punto: smettiamola di parlare dei cambiamenti da introdurre nel sistema scolastico per migliorare il livello di istruzione della popolazione italiana, fin tanto che non sia predisposto e attuato un ampio piano di interventi per mettere in sicurezza gli istituti che ogni anno accolgono centinaia di migliaia di studenti.

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