I segreti sulle stragi di Stato saranno mai svelati?

Ieri era il 40° anniversario della strage di Brescia, un attentato compiuto in piazza della Loggia il 28 maggio del 1974. Durante lo svolgimento di una manifestazione contro il terrorismo neofascista fu fatta scoppiare una bomba che causò la morte di 8 persone. Anche quella di Brescia può essere definita una strage di Stato, nel senso che anche in questo caso si verificarono depistaggi, interventi di varia natura, ad opera di apparati dello Stato, generalmente realizzati da soggetti appartenenti a servizi segreti deviati.

La strage di piazza Fontana, verificatasi nel 1969 a Milano, viene considerata come la prima strage di Stato. Tra le altre le più note sono state la strage presso la stazione ferroviaria di Bologna e altri attentati compiuti sui treni.

In realtà fra le stragi di Stato, a mio avviso, andrebbero inserite anche alcune attività terroristiche delle Brigate Rosse, in primo luogo il sequestro e l’assassinio di Moro, le uccisioni di alcuni magistrati fortemente impegnati nella lotta contro le mafie, ad esempio Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Certo, le differenze fra queste diverse stragi – peraltro tutte quelle che ho citato possono legittimamente essere definite stragi – sono notevoli.

Ma un elemento in comune lo hanno tutte, appunto l’intervento di apparati dello Stato, di più o meno rilevante portata, ma in tutti i casi accertato.

E spesso, nei processi che si sono tenuti sono stati sì condannati gli autori materiali delle stragi – non sempre per la verità -, ma, nella maggior parte dei casi, i veri mandanti non sono stati individuati e forse non si è voluto individuarli.

Proprio per questo si parla di segreti relativi alle stragi di Stato, che nonostante il passare degli anni sono rimasti tali.

Invece sarebbe necessario che tali segreti siano finalmente svelati e io credo che sia ancora possibile, almeno per la maggior parte delle stragi, svelarli.

E’ indispensabile che ciò avvenga, non solo per giudicare e incarcerare i veri mandanti, anche perché molti di questi potrebbero essere già morti, ma soprattutto per conoscere finalmente la verità ed anche per ricostruire un parte della storia italiana degli ultimi decenni che rimane ancora non chiarita in tutti i suoi aspetti.

Il governo Renzi deve fornire dei segnali concreti, non solo tramite degli annunci che lasciano il tempo che trovano, in questa direzione, lo stesso Parlamento deve impegnarsi per contribuire a svelare i segreti citati.

E, a tale proposito, forse può essere valutata positivamente la decisione di costituire una nuova commissione parlamentare sul sequestro e l’assassinio di Aldo Moro e della sua scorta.

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