La pubblica amministrazione può cambiare?

Il governo Renzi ha reso note alcune proposte per introdurre dei cambiamenti nella Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di migliorare l’efficienza ed anche l’efficacia di quanti lavorano in questo settore. Le proposte non si sono per ora tradotte in un disegno di legge, che però dovrebbe essere presentato entro breve tempo.

Da parte dei sindacati, come riportato in un articolo pubblicato su www.rassegna.it, si è manifestata la volontà di non attendere questo disegno di legge governativo, ma è loro intenzione di elaborare una proposta di riorganizzazione ed innovazione dei servizi pubblici.

L’attenzione che governo e sindacati sembrano dedicare al miglioramento della qualità dei servizi erogati dalla P.A. deve essere valutata positivamente.

Infatti vi sono ampi margini nella P.A. per migliorare la situazione esistente, ponendosi come principale obiettivo il soddisfacimento delle esigenze dei cittadini che si trovano ad intrattenere relazioni con le diverse strutture esistenti all’interno della P.A.

Occorre innanzitutto precisare che, per quanto riguarda l’efficienza della P.A., vi è una situazione a “macchia di leopardo”.

Vi sono componenti di questo settore che funzionano bene, altre in cui si annidano sprechi e disfunzioni. Quindi il giudizio su questo settore non può essere uguale per tutte le strutture in cui si articola. Generalmente le strutture più grandi sono quelle in cui si lavora di meno e peggio, ad esempio.

Comunque se si vuole davvero, e non a chiacchiere, migliorare il funzionamento della P.A., non si tratta in primo luogo di cambiare la normativa vigente. Alcuni mutamenti di questa normativa vanno sì introdotti, ma l’obiettivo prioritario è un altro.

Vi deve essere la volontà del governo centrale e delle amministrazioni locali di cambiare realmente la P.A. e la disponibilità concreta dei sindacati e dei lavoratori di accettare cambiamenti volti a migliorare l’efficienza e l’efficacia nelle diverse strutture, tentando soprattutto di prestare la massima attenzione alle necessità dei cittadini che entrato in contatto con la P.A.

Da decenni, non da pochi anni, si discute in Italia della riforma della P.A.. Alcuni risultati positivi sono stati ottenuti, ma limitati.

Se si intendono perseguire risultati di più ampia portata è indispensabile cambiare marcia.

Lo devono fare i politici, gli amministratori pubblici, ai quali spesso conviene non introdurre mutamenti nella P.A. perchè considerano coloro che vi lavorano anche come un bacino elettorale di notevole importanza.

Lo devono fare i sindacati e i lavoratori, se comprendono davvero che, ad esempio, premiare il merito conviene anche a loro, oltre che essere uno strumento per soddisfare l’interesse generale, di tutti i cittadini.

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