Dai un lavoro ai down

#downlavoro. Con questo hashtag viene denominata l’iniziativa dell’Aipd – associazione italiana persone down – che con i protagonisti della trasmisssione “Hotel 6 Stelle” invita le aziende a “dare un lavoro” alle persone con sindrome di Down: 36 finora le disponibilità arrivate sulla scia del programma tv. Da giovedì, in vista della festa dei lavoratori, campagna video sui social network.

In un articolo pubblicato su www.redattoresociale.it viene illustrata questa iniziativa.

“Si legge ‘Dà un lavoro’, si scrive #downlavoro.

Sull’onda del successo di ‘Hotel 6 Stelle’, la trasmissione di Rai 3 che ha raccontato il tirocinio in un grande hotel di sei ragazzi, parte ora – in vista del Primo maggio, festa dei lavoratori – una campagna di comunicazione tutta dedicata all’inserimento lavorativo.

La lancia l’Associazione italiana persone Down (Aipd), che a partire dal 24 aprile pubblicherà delle clip video in cui i sei protagonisti della fortunata trasmissione di Rai 3, oltre ai rappresentanti di alcune aziende, chiederanno lavoro per tutte le persone con sindrome di Down.

Un messaggio, quello che invita a ‘dare’ un lavoro, che su Twitter e Facebook sarà accompagnato dall’hashtag #downlavoro.

La campagna sviluppa il tema del diritto al lavoro riproponendo il medesimo messaggio lanciato con la trasmissione tv: le persone con sindrome Down possono lavorare ma devono essere messe nelle condizioni di poterlo fare. Fondamentale, dunque, la disponibilità delle aziende.

In seguito agli appelli lanciati su Rai 3, sono state 36 finora le aziende che hanno contattato l’Aipd per dirsi disponibili ad iniziare un percorso finalizzato all’assunzione di persone con sindrome di Down: ci sono realtà del settore manifatturiero e di quello alberghiero, della ristorazione e del terzo settore, insieme a catene della grande distribuzione e a piccoli chioschi stagionali.

Non sono tutte offerte di assunzione a tempo indeterminato: ci sono anche offerte di stage, di lavori stagionali o di contratti a tempo determinato, ma tutti sono in un modo o nell’altro finalizzati all’inserimento lavorativo. Disponibilità che nel corso di queste settimane vengono vagliate dagli operatori dell’Osservatorio sul mondo del lavoro dell’Aipd per poter individuare la persona adatta a svolgerle.

Le 36 disponibilità arrivate finora sono la cartina di tornasole del successo della docu-fiction prodotta da Magnolia e andata in onda a febbraio e marzo scorsi sulla terza rete del servizio pubblico radiotelevisivo: un’affermazione di pubblico e di critica che non rimarrà un caso isolato, dal momento che si è già parlato apertamente di una possibile seconda edizione del programma.

Per il momento, i sei protagonisti continuano a distanza di due mesi a partecipare come ospiti a trasmissioni televisive (l’ultima in ordine di tempo è stata la loro presenza a ‘Domenica In’, su Rai 1, nel giorno di Pasqua), occasioni per raccontare la loro esperienza e promuovere il diritto al lavoro.

Di loro, che a stage finito sono tornati alle attività originarie, al momento lavora (part time) solamente Emanuele, cuoco alla ‘Locanda dei Girasoli’ di Roma: gli altri cinque fanno attività formativa in centri di formazione professionale o aspettano nuove occasioni di stage o di lavoro.

La stessa situazione di tantissime altre persone con sindrome di Down: in Italia, dove se ne stimano circa 40.000 (l’aspettativa di vita è di 62 anni), il tasso di occupazione è attestato intorno al 13%”.

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