Gli ospedali psichiatrici giudiziari ancora non chiudono

Secondo il viceministro della Giustizia è un’ipotesi realistica prorogare di un anno la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg). E il capo del Dap (Dipartimento amministrazione giudiziaria Giovanni Tamburino potrebbe essere chiusa una struttura ogni sei mesi. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha dichiarato che il traguardo della chiusura di tutti gli Opg è ancora lontano.

L’attuale situazione degli Opg e soprattutto il loro futuro viene analizzato in un articolo pubblicato su www.superabile.it.

“Prorogare la chiusura degli Opg di un anno, ma con dei precisi paletti da rispettare.

È questa ‘una delle ipotesi’ allo studio secondo il viceministro della Giustizia, Enrico Costa, intervenuto durante un convegno sugli Opg al Senato.

Per Costa si tratta di una ‘ipotesi realistica’. ‘Per quel che riguarda la Giustizia – ha affermato Costa a margine del convegno -, siamo per mantenere una proroga limitata, ma con dei contenuti e che non sia semplicemente uno spostamento in avanti del termine’.

Il viceministro, infine, ha affermato che, qualora si decida per una proroga di questo tipo, ci sarà un provvedimento d’urgenza. ‘Il veicolo lo vedrà l’ufficio legislativo – ha spiegato Costa -, sarà un provvedimento molto rapido’.

Sui tempi non si sbilancia il sottosegretario alla Salute, Vito De Filippo, che conferma, comunque la possibilità di un decreto presentato in tempi brevi. ‘Quasi sicuramente sarà un decreto – ha detto De Filippo – con un meccanismo che consenta di guardare alla programmazione e immettere elementi di innovazione nel sistema del superamento degli Opg’.

Il capo del Dipartimento amministrazione penitenziaria Giovanni Tamburino ha presentato i dati sulle persone presenti negli Opg e, rigettando l’ipotesi di una proroga triennale, ha aperto all’ipotesi della chiusura di una struttura ogni sei mesi.

‘Nel 2010 – ha spiegato – erano presenti negli Opg 1.294 persone. Sono andate scendendo in tutti gli anni successivi per arrivare oggi a 875. C’è una differenza di 400 unità e rispetto a 800 è il 50%, che rispetto a 1.200 è comunque una riduzione di un terzo. L’evidenza dei numeri ci dice che stiamo procedendo nella direzione corretta’.

Riguardo al rinvio nella chiusura, ‘devo dire che la prospettiva di una seconda proroga non mi piace’ – ha affermato Tamburino. ‘E mi piace tanto meno una proroga che si prospetti di durata quasi triennale’.

Per Tamburino, però, alla proroga occorre dare delle scadenze da rispettare.

‘Se considerazioni di realismo conducono a considerare la proroga a questo punto sia un male ineluttabile – ha spiegato Tamburino -, vorrei che il legislatore fissasse talune scadenze affinché nel corso di questo lungo periodo si abbia una progressiva attuazione del trasferimento.

Vorrei che con cadenza almeno semestrale si ponessero alcuni traguardi parziali per consentire la verifica dei progressi compiuti e degli eventuali ritardi.

Si potrebbe persino pensare che la previsione del commissariamento, già esistente nella normativa attuale, fosse collegata in automatico dal legislatore a inadempimenti’.

Per Tamburino, infine, una strada verso la chiusura definitiva degli Opg potrebbe essere anche quella di una chiusura graduale. ‘Qualcuno ipotizzava ogni sei mesi la chiusura di uno dei sei Opg, perché in questo modo, l’esperienza delle regioni più avanzate, potrebbe ricadere positivamente su quelle meno rapide’.

‘Il ricovero negli ospedali psichiatrici giudiziari, disciplinato per la prima volta da una legge del 1904, è ancora oggi previsto dal codice penale come misura di sicurezza. Tuttavia, le condizioni di degrado, le carenze delle strutture, nonché le pessime condizioni di vita dei malati al loro interno hanno innescato un processo di superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari’.

Lo dice il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo al convegno ‘Impegni per il superamento degli Opg per non sprecare una occasione di crescita civile del Paese’, a palazzo Giustiniani.

Grasso sottolinea che ‘il processo per il superamento degli ospedali psichiatrici giudiziari è stato avviato’. Inoltre, aggiunge, ‘la chiusura delle strutture, decisa nel 2011, è a oggi fissata al 1 aprile 2014. Eppure, il traguardo è ancora lontano’.

‘Resta ancora molto da fare perché la sicurezza e la salute delle persone coinvolte siano tutelate in maniera concreta ed effettiva – dice ancora il presidente del senato- è necessario un diverso approccio alla malattia mentale, che sposti gli obiettivi dell’intervento pubblico dal controllo sociale dei malati di mente alla promozione della salute e alla prevenzione dei disturbi mentali, dagli interventi fondati sul ricovero ospedaliero a quelli incentrati sui servizi territoriali di assistenza’.

‘Per completare l’iter – prosegue Grasso – è necessaria una riforma legislativa, ma serve anche un approfondito confronto con Governo, Regioni, Enti Locali e mondo del volontariato.

È questo il percorso più corretto per definire le misure alternative alla detenzione e i percorsi di riabilitazione e reinserimento sociale delle persone oggi ancora presenti negli Opg, stabilendo quali strutture specializzate, nell’ambito dei servizi di salute mentale, dovranno accoglierle e curarle. Non possono i pazienti continuare a pagare per le difficoltà e le lentezze delle istituzioni’”.

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