L’anoressia e la bulimia colpiscono 600.000 giovani

Sabato 15 marzo si è svolta la giornata nazionale contro i disturbi del comportamento alimentare. Cresce l’associazionismo di auto-aiuto tra famiglie. Sono stati diffusi i nuovi dati ministeriali sul fenomeno: insorgenza sempre più precoce, 6 pazienti su 10 hanno anche altre patologie psichiatriche. In un articolo pubblicato su www.redattoresociale.it ci si occupa dei disturbi del comportamento alimentare.

“Ha come simbolo un fiocchetto lilla la riscossa delle famiglie e delle università contro i disturbi del comportamento alimentare, un problema che interesserebbe in Italia circa 600.000 giovanissimi, soprattutto di sesso femminile (solo il 20% maschi, ma in grande crescita).

Il fiocchetto accomuna le tante iniziative che in varie città italiane si sono svolti sabato 15 marzo, nella terza giornata nazionale contro i Dca. Una giornata non ancora riconosciuta ufficialmente a livello ministeriale (come i promotori chiedono vivamente), ma che quest’anno registra, oltre a una crescita di iniziative, anche diverse novità.

Anzitutto la diffusione dei dati nuovi di una ricerca del ministero della Salute durata due anni e basata su quasi 1.400 pazienti tra 8 e 17 anni in sei centri italiani per il trattamento dei Dca.

Ne emerge, tra i tanti aspetti interessanti, che il 60% di questi pazienti è affetto anche da altre patologie di tipo psichiatrico. La ricerca indaga anche i fattori ‘predittivi’ e di rischio (sempre più precoce) di insorgenza del disturbo, e dice anche quali sono i danni irreversibili che possono generarsi.

La riscossa è data dalla nascita imminente di ben tre master universitari sul tema, a Udine, Milano-Bicocca e Padova, ma soprattutto dalla creazione in varie città d’Italia di una rete sempre più fitta di associazioni basate sull’auto-aiuto tra genitori, che cercano così di reagire all’autodistruzione che si trovano a osservare impotenti nei loro figli.

L’equilibrio delle famiglie è infatti letteralmente devastato dalla presenza di un caso di Dca, patologia che assume i volti più disparati e non solo quello (comunque largamente maggioritario) dell’anoressia.

‘Si iniziano viaggi della speranza alla ricerca di risposte efficaci – dicono i promotori di un’associazione umbra -, shopping terapeutici che non fanno che aumentare l’incomprensione di tale fenomeno. Il nostro intento è di non lasciare più nessuna famiglia isolata, di costituire una rete di comunicazione e relazione in grado di garantire il massimo dell’informazione e della risposta’”.

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