30 anni dall’uccisione di Pippo Fava da parte di Cosa Nostra

Sono passati 30 anni dall’uccisione di Pippo Fava, giornalista e scrittore ucciso il 5 gennaio del 1984 da Cosa Nostra. Per il suo delitto sono stati condannati alcuni membri del clan Santapaola. E’ stato direttore del “Giornale del Sud”  e fondatore de “I Siciliani”, un mensile antimafia.

Per ricordarlo ho deciso di riportare alcune parti della sua biografia, inserita nel sito della fondazione istituita in sua memoria, www.fondazionefava.it.

“Giuseppe Fava nasce a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa, il 15 Settembre del 1925…Negli anni ’40 si trasferì a Siracusa per frequentare il Ginnasio ed il Liceo…

Dopo gli studi liceali si trasferì a Catania e si laureò in Giurisprudenza. Alla carriera di avvocato preferì la professione di giornalista, che iniziò come cronista al giornale ‘Sport Sud’ di Catania.

Dal 1951 al 1954 fu capocronista al ‘Giornale dell’isola’, e successivamente al ‘Corriere di Sicilia’.

Alla fine degli anni ’50, col cambiamento di gestione di quel quotidiano, passò al giornale ‘L’Isola – Ultimissime’, prima di approdare, sempre come capocronista, al quotidiano catanese del pomeriggio ‘Espresso sera’, ove lavorò per oltre venti anni. In quel periodo, oltre l’impegno quotidiano al giornale, fu inviato speciale del settimanale milanese ‘Tempo’, e corrispondente di ‘Tuttosport’ di Torino.

Oltre alle numerose inchieste giornalistiche, raccolte successivamente nei volumi ‘Processo alla Sicilia’ (1970) e ‘I Siciliani’ (1980), negli stessi anni maturò una straordinaria vocazione artistica, letteraria e pittorica.

Nel 1966 vinse il premio Vallecorsi con ‘Cronaca di un Uomo’, e nel 1970 il premio Idi con ‘La Violenza’, da cui Florestano Vancini trasse il film di successo ‘Violenza Quinto Potere’ (1974). Gli anni successivi videro la pubblicazione dei romanzi ‘Gente di rispetto’ (Bompiani, 1975) da cui Luigi Zampa trasse il film omonimo, ‘Prima che vi uccidano’ (Bompiani, 1977) e ‘Passione di Michele’ (Cappelli, 1980) dal quale Werner Schroeter trasse il film ‘Palermo oder Wolfsburg’, vincitore dell’Orso d’oro al festival di Berlino del 1980, e delle opere teatrali ‘Il Proboviro’ (1972), ‘Bello Bellissimo’ (1975), ‘Foemina ridens’ (1980).

Opere di grande maturità e complessità che hanno consacrato lo scrittore siciliano come acuto testimone del suo tempo e come profondo studioso ed esperto del fenomeno della mafia siciliana.

Nel decennio 1965-1975 realizzò a Catania e Roma quattro personali degli oli e delle grafiche realizzate in quegli anni.

Nel 1980 fu chiamato alla direzione del ‘Giornale del Sud’, idea editoriale maturata all’interno dell’ambiente imprenditoriale, politico e giornalistico della Catania di quegli anni.

Fu subito un giornale irriverente, senza prudenze, né ossequi. I notabili furono chiamati a rispondere dei loro misfatti, il sacco edilizio, l’arrembaggio dei mafiosi, la rassegnazione degli onesti.

La reazione al pericolo rappresentato da Fava e dal ‘Giornale del Sud’ fu immediata e forte: la censura, le minacce, gli attentati ed infine il licenziamento. Pochi mesi dopo la rottura di Fava con l’editore il giornale cessava le pubblicazioni.

Nel 1982 Giuseppe Fava costituisce, insieme alla parte della redazione del ‘Giornale del Sud’ che ne aveva condiviso le scelte di fondo, fonda la cooperativa editoriale Radar e registra una nuova testata ‘I Siciliani’.

Con quel mensile, dall’elegante veste tipografica, Fava aveva scelto di raccontare la Sicilia come metafora di quei tempi: la devastazione dell’ambiente, la trappola nucleare di Comiso, la sfida della mafia. Temi che aveva già affrontato nell’attività letteraria e che trattava ora col rigore del giornalista…

Ancora una reazione al pericolo Fava, questa volte ancora più forte, cinque pallottole umide di pioggia la sera del 5 Gennaio del 1984, alle 21,30.

Non fa in tempo a voltarsi né a stupirsi.

Probabilmente non si accorge neppure di morire.

Sarà l’unico effimero conforto per la famiglia”.

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