In dieci anni raddoppiati i separati e i divorziati

In dieci anni è raddoppiato il numero di separati e divorziati: passando da 1.530.543 a 2.658.943. Lo rileva l’Istat che ha diffuso i nuovi dati definitivi del 15° censimento generale su popolazione, famiglie e stranieri. I nuclei familiari sono in aumento, ma sono diventati sempre più piccoli.

In un comunicato dell’agenzia Dire (www.dire.it) sono esaminati questi dati forniti dall’Istat.

“In dieci anni raddoppia il numero di separati e divorziati. Lo rileva l’Istat che ha diuffuso i nuovi dati definitivi del 15° censimento generale su popolazione, famiglie e stranieri.

Nel periodo intercensuario il numero di separati legalmente e divorziati è quasi raddoppiato, ‘passando da 1.530.543 a 2.658.943. Un separato-divorziato su due ha un’età compresa tra i 35 e i 54 anni’.

Ancora l’Istat: ‘Al 9 ottobre 2011 si contano 4.632.226 vedovi (in lieve aumento rispetto alla data di riferimento del censimento 2001). Sei vedovi su dieci sono ultrasettantacinquenni, quanto al sesso si tratta di donne nell’82,4% dei casi.

Lo squilibrio di genere è invece a favore degli uomini se si considerano i celibi-nubili, sono 12.939.651 uomini e 11.555.325 donne e tre su quattro non hanno ancora compiuto trentacinque anni’.

Aumentano le famiglie italiane, anche se sono sempre più piccole. È quanto fa sapere l’Istat, che ha diffuso il censimento in pillole, ovvero nuovi dati su popolazione, famiglie e stranieri.

Innanzitutto l’Istat rileva che ‘vive in famiglia la quasi totalità della popolazione residente in Italia al 9 ottobre 2011 (99,5%), mentre appena lo 0,5% risulta vivere in convivenza (istituti assistenziali, ospizi, istituti di cura, eccetera).

Seguendo un trend che va avanti da decenni, il numero di famiglie è aumentato fra il 2001 e il 2011, da 21.810.676 a 24.611.766 unità (+12,8%) e rispetto al 1971 la crescita è del 54%.

Le famiglie tendono a essere sempre più piccole, lo si vede dal numero medio dei componenti; nel 1971 una famiglia era mediamente composta da 3,3 persone, nel 2011 da 2,4’.

Nel 2011 ‘il numero medio di componenti per famiglia è superiore al dato nazionale soltanto nell’Italia Meridionale (2,7) e in quella Insulare (2,5), mentre il Nord-ovest, il Nord-est e il Centro si attestano su valori al di sotto della media del Paese.

A livello regionale, le famiglie mediamente più numerose risiedono in Campania (2,8 componenti), quelle con il numero medio di componenti più basso in Liguria e Valle d’Aosta (2,1 componenti).

Le famiglie unipersonali sono quasi una su tre e risultano in notevole aumento rispetto al censimento 2001, a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e dei mutamenti demografici e sociali. Dal 2001 al 2011 sono passate da 5.427.621 (24,9% del totale delle famiglie) a 7.667.305 (31,2% del totale). Le famiglie unipersonali aumentano su tutto il territorio’.

Restano comunque significative le differenze tra le aree geografiche: ‘quote più basse della media nazionale si hanno in quasi tutte le regioni del Meridione e delle Isole, quelle più alte in Liguria (40,9%), Valle d’Aosta (39,6%) e Friuli-Venezia Giulia (35,6%).

Il trend è opposto per le famiglie numerose (con 5 o più componenti), che passano da 1.635.232 (7,5% di tutte le famiglie) nel 2001 a 1.408.944 nel 2011 (5,7%). Le quote più alte si registrano in Campania (11% del totale famiglie), Calabria (7,7%) e Sicilia (7,1%); la più bassa in Liguria (2,7%)’”.

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