Una firma per una sanità senza corruzione

La petizione “Salute: obiettivo 100%”  per aziende sanitarie trasparenti”, è la nuova iniziativa della campagna Riparte il futuro” (promossa da Libera e Gruppo Abele). L’obiettivo dell’iniziativa è quello di tutelare e difendere da opacità, illegalità e corruzione un servizio sanitario pubblico che dal 1978 garantisce cure e assistenza ai cittadini: entro il 31 gennaio 2014, senza ulteriori proroghe e rinvii, tutte le aziende nominino, come previsto dalla legge, il responsabile locale dell’anticorruzione, predispongano il piano triennale dell’anticorruzione e rendano pubbliche le informazioni sui vertici aziendali. Per acquisire informazioni su come firmare si può utilizzare il sito www.riparteilfuturo.it.

Don Luigi Ciotti, presidente di Libera e del gruppo Abele ha scritto un appello per invitare tutti cittadini a firmare:

“Una nuova petizione, questa volta per la salute, obiettivo 100%.

La corruzione continua ad essere una ferita dentro ciascuno di noi. Inquina la politica, l’economia e le condizioni di vita delle persone. Non dobbiamo rassegnarci alla convivenza con questo problema, dobbiamo ribellarci all’idea d’impotenza rispetto al cambiamento, fare in modo che a diventare normale non siano la corruzione, l’illegalità, le furberie, le mafie, ma l’onestà, la trasparenza, il rispetto delle leggi, il rispetto delle nostra libertà, della nostra dignità, della nostra democrazia, della nostra Costituzione.

La corruzione è un furto al bene pubblico, che ci separa dal futuro che tutti vorremmo. La corruzione corrode il senso civico e la stessa cultura democratica.

Il servizio sanitario pubblico è un patrimonio del Paese che va difeso dal mondo della corruzione, da quello delle ‘opacità’, delle varie forme di illegalità.

La legge 190/2012 presenta delle positività e alcuni strumenti importanti: avere individuato la figura del responsabile anticorruzione, un piano triennale e l’obbligo alla trasparenza. Strumenti che vanno applicati bene subito in tutte le aziende sanitarie.

Noi come cittadini vogliamo portare il nostro contributo di controllo, di monitoraggio per sostenere, incoraggiare e valorizzarne le positività, per tutelare i diritti e la dignità di tutti i cittadini, ma anche per il grande rispetto della professionalità e dell’impegno di medici, infermieri e operatori sanitari che fanno bene il loro mestiere e sono la maggioranza nel nostro Paese”.

Ecco il testo della petizione:

“Agli assessorati regionali alla sanità e ai direttori generali degli stessi assessorati.

La corruzione mette in pericolo la sanità pubblica e la vita di ciascuno di noi. I dati sono allarmanti: nel 2012 il 5,6% delle risorse investite in Europa per la sanità è andato perso in tangenti.

Nel triennio 2010-2012, in Italia sono stati accertati reati per oltre 1 miliardo e mezzo di euro, quanto basta per costruire 5 nuovi grandi ospedali modello.

La salute è l’unico diritto fondamentale esplicitamente definito dalla nostra Costituzione. Vogliamo un sistema sanitario pubblico trasparente e libero dalla corruzione. Un sistema efficace che renda conto di come spende le nostre risorse.

Quando la corruzione colpisce la salute non causa solo gravi danni economici, ma mette in crisi l’intero sistema sanitario che dal 1978 è una garanzia per tutti, senza discriminazioni.

L’illegalità ruba fondi destinati agli ospedali, all’acquisto di medicine e all’assistenza, compromette la salute nostra e dei nostri cari e può addirittura diventare una causa di morte.

Nonostante le disposizioni previste dalla legge 190/2012, ad oggi sono molto poche le aziende sanitarie che rispettano gli obblighi di anticorruzione e trasparenza.

Chiediamo quindi  ai 21 assessori regionali alla sanità e ai 21 direttori generali degli stessi assessorati di far rispettare da ciascuna azienda sanitaria le prescrizioni di legge che prevedono di:

nominare il responsabile locale anticorruzione;

pubblicare online il piano triennale anticorruzione;

fornire informazioni complete sui vertici dell’organo di indirizzo politico (direttore generale, direttore sanitario, direttore amministrativo) rendendo pubblici il curriculum vitae comprensivo di tutti gli incarichi pubblici e privati ricoperti, l’atto di nomina e il compenso.

Chiediamo di conoscere chi governa gli enti pubblici e chi è chiamato a vigilare sul rispetto della normativa anticorruzione.

Auspichiamo la creazione di una rete nazionale dei referenti anticorruzione e la promozione del loro rapporto coi territori.

Vogliamo che i piani anticorruzione siano consultabili online e che i cittadini possano dire la loro.

La legge richiede che questo adeguamento avvenga entro il31 gennaio 2014.

Per la prima volta nella storia del nostro Paese sarà la società civile a monitorare attribuendo a ogni azienda sanitaria un punteggio: via via che ognuna di esse rispetterà le richieste della petizione e le prescrizioni di legge il punteggio aumenterà. Il nostro obiettivo è che tutte le 237 Aziende sanitarie raggiungano al più presto il 100%.

Trasparenza e anticorruzione possono salvarci la vita. Firmiamo per dare inizio a un’efficace terapia che renda integro e trasparente il nostro servizio sanitario nazionale. C’è in gioco la nostra salute”.

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