Sette donne su dieci subiscono violenze

Secondo alcuni dati forniti dall’Onu sette donne su dieci subiscono nel mondo violenze nel corso della propria vita. In Italia sette milioni. Secondo altri dati, resi pubblici dall’Organizzazione mondiale della sanità il 25% delle donne europee subisce una violenza da parte del partner e il 5% da persone che non sono i loro partner.

In un articolo pubblicato su www.rassegna.it viene esaminato il problema delle violenze subìte dalle donne.

“In Italia quasi sette milioni di donne dai 16 ai 70 anni hanno subìto una violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita; circa 2 milioni hanno subito comportamenti persecutori (stalking) e il 14,3% almeno una violenza fisica o sessuale all’interno della relazione di coppia.

A livello mondiale, invece, secondo quanto riportato dall’Onu, sette donne su dieci subiscono nel mondo violenza nel corso della loro vita, ma cosa ancor più grave è che 600 milioni di donne vivono in paesi che non considerano reato questa violenza.

Nel corso della propria vita il 25,4% delle donne europee subisce una violenza fisica o sessuale da parte del partner, e il 5,2% violenze sessuali da aggressori che non sono i loro compagni. E’ quanto emerge dal rapporto ‘Stime globali e regionali della violenza contro donne’, redatto dall’Organizzazione mondiale della sanità’ e presentato a Vienna il 25 novembre, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Tornando all’Italia: nei primi mesi del 2013 sono state uccise già 81 donne. Un dato allarmante che però non rientra nella categoria delle emergenze, perché le cifre sono più o meno le stesse ogni anno.

L’occasione per accendere i riflettori su questo dramma sociale è stata appunto la ‘Giornata mondiale contro la violenza sulle donne’, giorno in cui anche la Cgil ha messo in campo le proprie forze con una serie di mobilitazioni in tutta Italia.

Nella Capitale triplo appuntamento per la confederazione sindacale : Casa del Cinema in mattinata (‘Contro la violenza sulle donne, segnale dentro e fuori lo schermo’, Corso d’Italia nel primo pomeriggio, Palazzo Montecitorio alle 17.

A Catanzaro manifestazione in piazza della Prefettura ore 17. A Bologna il sindacato ha promosso lo sciopero delle donne e assemblee e ha aderito alla manifestazione cittadina in piazza XX settembre alle 17.30.

A Taranto nella sede sindacale di via Dionisio il video-appello diretto a datori di lavoro pubblici e privati interpretato da donne del sindacato e delegate. 

‘I luoghi di lavoro non sono estranei alle molestie sulle donne, ma il tema più importante è che le denunce aumentano e che le donne vedono che c’è una rete’. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, nel corso dell’incontro a Roma, aggiungendo che il dato di queste denunce rispetto ai casi di molestie è ancora troppo basso. ‘Vorrei che le nostre controparti – ha aggiunto Camusso – applicassero le normative europee’.

Il tema fondamentale, secondo Camusso, è che gli uomini non sanno interrogarsi e mettersi in discussione.

Secondo il segretario generale della Cgil, è arrivato il momento di ‘far cambiare l’altra parte del mondo’. E’ arrivato il momento di un ‘percorso di liberazione degli uomini’ dopo quello compiuto dalle donne; purtroppo, però, il linguaggio, la comunicazione, i messaggi dei mass media sono ancora spesso improntati al maschilismo.

Camusso ha fatto l’esempio della vicenda delle adolescenti che si prostituivano a Roma: ‘Ci sono voluti cinque giorni perché si realizzasse che c’erano dei clienti, di loro non si discute mai’.

Anche nella politica, ha notato: ‘Sono in gara solo uomini e la politica attuata dal governo è stata finora solo securitaria. Con la legge sul femminicidio si è data attenzione alla repressione, ma molto meno attenzione alla prevenzione e alle risposte da dare alle donne che restano sole, spesso senza una casa e un lavoro: lo Stato non risponde alle domande vere. Ad una donna non basta sapere che c’è un processo, ma deve sapere che può ricostruire la sua vita…’”.

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